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a cura di Simone Esposito
A Lucera (provincia di Foggia) vanno al ballottaggio Costantino Dell’Osso (socialista storico, plurisenatore) e Vincenzo Morlacco (democristiano storico). Dell’Osso (il socialista) è il candidato del centrodestra, mentre Morlacco (il democristiano) del centrosinistra. Morlacco (centrosinistra) è appoggiato da Labbate, sindaco uscente del centrodestra. Il quale, nel 2002, era andato al ballottaggio proprio contro Dell’Osso (oggi centrodestra), che per l’occasione era supportato al primo turno dall’Udc, e al secondo si era apparentato con i Ds (centrosinistra), ai quali era stato iscritto (dopo che ai socialisti, prima che a Forza Italia). Oggi, primo degli eletti dei Ds (centrosinistra) è Andrea Bernardi, che molto si è speso in questi giorni per Morlacco (centrosinistra) alleato di Labbate (sindaco del centrodestra ma sponsor del centrosinistra) e contro Dell’Osso (centrodestra). Però prima non doveva stargli così antipatico, Dell’Osso a Bernardi, se è vero che era stato suo candidato consigliere nel 2002, contro Labbate (centrodestra). Non c’è che dire, un bel percorso. Per strada si sarà incontrato con Sergio De Cesare, primo eletto dell’Udc (oggi con Dell’Osso, socialista di centrodestra, contro Labbate, sindaco di centrodestra sponsor del centrosinistra) che l’altra volta era candidato nella lista di Labbate contro la lista di Dell’Osso.
In realtà hanno trovato traffico entrambi, su quella strada. Decine e decine di passeggiatori: una transumanza in piena regola. Segnaliamo: Renato Gentile, oggi primo eletto della Lista Morlacco (centrosinistra, contro Dell’Osso), nel 2002 primo eletto della Lista Dell’Osso (contro Labbate, che oggi sta con Morlacco); Vincenzo De Peppo, oggi numero uno di DC per le autonomie (con Dell’Osso) e nel 2002 campione di Forza Italia (contro Dell’Osso); Giuseppe Pica già consigliere di Dell’Osso, neo più votato della Margherita con Morlacco; Antonio Pitocco, oggi con Forza Italia, nel 2002 all’opposizione di Forza Italia.
In realtà è tutta una grande partita a “Un due tre stella!”. I politici lucerini corrono ridendo per cinque anni per tutta l’aula consiliare, vociando, spingendosi, facendosi i gavettoni. Poi arriva il momento che chi sta sotto grida la famosa frase (“un due tre stella!”, per l’appunto) e tutti restando fermi dove sono. Qualcuno che stava a destra si trova a sinistra, qualcuno che stava a sinistra finisce a destra. Questo oggi; chissà domani, che ricomincia la conta e di nuovo liberi tutti, fino al nuovo comando.
La vera tragedia di quest’anno è che purtroppo siamo stati privati della presenza di Pietro Massenzio, nel 1998 socialdemocratico e presidente del consiglio comunale come esponente della maggioranza di centrosinistra, nel 2002 iscritto a Forza Italia e vicesindaco con il destrorso Labbate. Dev’essere successo questo: nel 1998 era a sinistra, poi ci ha litigato, ha fatto amicizia con Labbate ed è finito a destra, poi ha litigato con Labbate. A rigor di logica sarebbe dovuto finire a sinistra contro Labbate, ma Labbate lo ha prevenuto andando a sinistra contro se stesso. Massenzio, sfiancato e confuso, ha vagato per un po’ a centrocampo, poi se n’è tornato a casa.












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