
sono le 3.52… dovrei andare di corsa a letto, visto che domani mi aspetta una giornata (un’altra!) molto intensa… ma riesco a sedermi adesso e pensare un po’ a me.. e per prima cosa mi viene in mente che è un po’ di tempo che non mi fermo e faccio un po’ il punto… effettivamente è un po’ che corro da una parte all’altra, faccio cento cose tutte insieme, sono assalito da mille preoccupazioni tutte diverse…
non mi va di farmi troppe domande però… ho appena dato un’occhio al casino di carte che c’è sulla mia scrivania e casualmente ho visto una poesia che una persona mi ha donato in un giorno molto speciale, dicendomi di custodirla nel cuore… la ricopio qui, in questo spazio che alla fine è frequentato da tanta gente (e questo fa crescere ancora di più il mio già smisurato ego!), ma è mio, sempre e solo mio… non so bene perchè e cosa c’entra… o forse lo so…
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno
gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini
sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno ,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire i consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamante chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propia sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di inziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essre vivo richiede uno
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(Pablo Neruda)
sono le 4.12… vado a letto.. forse sono pazzo…
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