Archivio per Novembre 2007

nella testa un po’ di sole

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Ci son macchine nascoste e, però, nascoste male
e le vedi dondolare al ritmo di chi è li dentro
per potersi consolare
godendo sui clacson.
Fra i fantasmi di Elvis ci son nuvole in certe camere
e meno ombrelli di quel che pensi.
Lo sapete cos’ha in testa il mago Walter
quando il trucco gli riesce non pensa più a niente?
E i ragazzi son in giro
certo alcuni sono in sala giochi
e l’odore dei fossi forse lo riconoscono in pochi.
E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai

Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po’ di sole ed in bocca una
canzone.

Dove passerà la banda, col suo suono fuori moda
col suo suono un giorno un po’ pesante
un giorno invece troppo leggero?
mentre Key si sbatte perché le urla la vena
pensi che sei fortunato:
ti è mancato proprio solo un pelo
e ti vedi con una che fa il tuo stesso giro
e ti senti il diritto di sentirti leggero
c’è qualcuno che urla per un addio al celibato
per una botta di vita con una troia affittata.
E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai.

Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore, sulla testa un po’ di sole ed in bocca una canzone.

(Ligabue, Leggero)

Auguri!

il giovane gambero

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Un giovane gambero pensò: – Perché nelle mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco. –
Cominciò a esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello natio, e i primi giorni l’impresa gli costava moltissima fatica: Urtava dappertutto, si ammaccava la corazza e si schiacciava una zampa con l’altra. Ma un po’ alla volta le cose andarono meglio, perché tutto si può imparare, se si vuole.
Quando fu ben sicuro di sé, si presentò alla sua famiglia e disse: – State a vedere.- E fece una magnifica corsetta in avanti.
- Figlio mio,- scoppiò a piangere la madre, – ti ha dato di volta il cervello? Torna in te, cammina come i tuoi fratelli che ti vogliono tanto bene.
- I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare.
Il padre lo stette a guardare severamente per un pezzo, poi disse : – Basta così. Se vuoi restare con noi, cammina come gli altri gamberi. Se vuoi fare di testa tua , il ruscello è grande : vattene e non tornare più indietro.-
Il bravo gamberetto voleva bene ai suoi, ma era troppo sicuro di essere nel giusto per avere dei dubbi: abbracciò la madre, salutò il padre e i fratelli e si avviò per il mondo.
Il suo passaggio destò subito la sorpresa di un crocchio di rane che da brave comari si erano radunate a far quattro chiacchiere intorno a una foglia di ninfea.
- Il mondo va a rovescio, – disse una rana, – guardate quel gambero e datemi torto, se potete.-
- Non c’è più rispetto, – disse un’altra rana.
- Ohibò ohibò, -disse un terza.
Ma il gamberetto proseguì diritto, è proprio il caso di dirlo, per la sua strada. A un certo punto si sentì chiamare da un vecchio gamberone dall’espressione malinconica che se ne stava tutto solo accanto ad un sasso. – Buon giorno, – disse il giovane gambero.
Il vecchio lo osservò a lungo, poi disse: – Cosa credi di fare? Anch’io, quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti. Ed ecco cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo, e la gente si mozzerebbe la lingua, piuttosto che rivolgermi la parola: Fin che sei in tempo, da’ retta a me: rassegnati a fare come gli altri e un giorno mi ringrazierai del consiglio.-
Il giovane gambero non sapeva cosa rispondere e stette zitto. Ma dentro di sé pensava:
- Ho ragione io.-
E salutato gentilmente il vecchio riprese fieramente il suo cammino.
Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: – Buon viaggio!

Gianni Rodari

mio fratello…

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Mio fratello è figlio unico
perche’ non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato
e non ha mai pagato per fare l’amore
e non ha mai vinto un premio aziendale
e non ha mai viaggiato in seconda classe
sul rapido Taranto-Ancona
e non ha mai criticato un film senza prima prima vederlo
mio fratello e’ figlio unico
perche’ e’ convinto che Chinaglia non puo’ passare al Frosinone
perche’ e convinto che nell’amaro benedettino
non sta’ il segreto della felicita’
perche’ e’ convinto che anche chi non legge Freud
puo’ vivere cent’anni
perche’ e’ convinto che esistono ancora
gli sfruttati malpagati e frustrati
mio fratello e’ figlio unico sfruttato
represso calpestato odiato e ti amo Mariù
mio fratello e’ figlio unico deriso
frustrato picchiato derubato e ti amo Mariù
mio fratello e’ figlio unico dimagrito
declassato sottomesso disgregato e ti amo Mariù
mio fratello e’ figlio unico frustato
frustrato derubato sottomesso e ti amo Mariù
mio fratello e’ figlio unico deriso
declassato frustrato dimagrito e ti amo Mariù
mio fratello e’ figlio unico malpagato
derubato deriso disgregato e ti amo Mariù

(Rino Gaetano, Mi fratello è figlio unico)

p.s. volevo solo dire che io adoro rino gaetano da molto prima che facessero il film!

mio padre

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Mio padre era nato a Roma nel 1935.
Era nato al Quadraro che è una borgata di Roma. Stava a via dei Laterensi 35 in un palazzo fatto a forma di bara e tutti lo chiamavano il palazzo a cassa da morto.

Mio padre era il secondo di quattro fratelli, ma un giorno mi raccontò che tra mio zio Ernesto che era il primo e lui ai miei nonni gli era nato un altro figlio che volevano chiamare Gaetano, ma ‘sto figlio era nato morto. Così quando nacque mio padre, in omaggio al fratello lo chiamarono Gaetano pure a lui. Ma chiamarlo in quella maniera gli faceva impresione ed è per questo motivo che mio padre venne sempre chiamato Nino, invece che Gaetano come il fratello morto.

Mio padre andava a lavorare al cinema Iris a Porta Pia con mio nonno che faceva la maschera, le pulizie e il guardiano notturno.

Mio padre aveva 8 anni quando arrivò il 4 giugno del 1944.

Quel giorno mio padre vide i soldati fermi all’Arco di Travertino. Mio padre raccontava che nessuno capiva di che esercito si trattasse. Qualcuno pensava che finalmente fossero gli americani. Qualcuno pensava che fossero ancora i tedeschi. Qualcun’altro temeva che fossero tedeschi travestiti da americani.

Mio padre raccontava spesso di un barbiere che c’aveva le mani belle, ma tornato dalla guerra il barbiere s’era messo a fare l’elemosina.

Mio padre raccontava pure di un vecchio che faceva il guardiano dei porci per il principe Torlonia. Dice che aveva scavato una buca e c’aveva nascosto un maiale per non farselo rubare dai tedeschi. Mio padre diceva che questo vecchio aveva camminato scalzo per tutta la vita.

Certo volte mio padre diceva che le scimmie sono animali intelligenti e diceva che pure le mosche sono intelligenti. Diceva che sono bestie perfette perchè tutti l’esseri umani al mondo rischiano di morire di fame tranne le mosche. Le mosche si mangiano i morti e la merda. Il mondo è pieno di merda e di morti e le mosche non muoiono mai di fame.

In tempo di guerra mio padre raccoglieva le pigne sugli alberi dell’Appio Claudio e un giorno vide un tedesco seduto sotto un pino. Il tedesco s’era levato l’elmetto e mio padre gli pisciò in testa per fargli uno scherzo. Il tedesco gli sparò addosso e ci mancò poco che ammazzasse mio padre.

Mio padre diceva che il tedesco c’aveva una chiazza rossa sulla faccia, una specie di voglia.

 

Mio padre diceva che una volta gli avevano sparato addosso per colpa di una cipolla e diceva pure che durante la guerra ha rischiato di morire tante volte.

Diceva “Questa è la vita che si faceva in quell’epoca, sotto i bombardamenti …la vita dei ragazzini” …

(Ascanio Celestini, Storie di uno scemo di guerra)

domenica bestiale

stamattina mi sono svegliato tardi… non succedeva da un po’… come non succedeva da un po’ di non avere assolutamente niente da fare (oggi vacanza e sollazzo assoluto)… mi godo allora questa domenica da fancazzista, cercando di non angosciarmi troppo nel pensare a domani…

è stata una settimana abbastanza serena, nonostante sia stata molto intensa, in cui ho rafforzato alcune convinzioni:

  • è un bel periodo della mia vita, nonostante alcune cose che non riesco proprio a far girare per il verso giusto… però continuo ad angosciarmi per le cose belle che mi succedono… non riesco mai a pensare che una cosa (bella) possa essere così e basta, e allora mille problemi, mille seghe mentali, mille “faccio schifo e certe cose a me non possono succedere”… però sto iniziando a capire che questa mia angoscia perenne è, filosoficamente parlando, ontologica, fa parte di me… forse mi fa capire che ci sono cose a cui tengo davvero, se vivo con la costante paura di perderle… allora non è poi così male, se non mi angosciassi per nulla sarebbe peggio… il groppo che mi porto sullo stomaco me lo tengo, come un fedele compagno di viaggio con cui imparo a convivere…
  • ci sono persone di cui non riesco più a fare a meno… qualcuno per un motivo, qualcuna per un altro… chi è compreso in questa categoria leggendo si riconoscerà…
  • sto capendo cosa significa servire la propria chiesa… c’è qualcuno che me lo insegna sempre di più…
  • forse, mi sto rendendo conto che non faccio poi così schifo come ho sempre pensato (chi mi conosce a fondo sa che questo è un grande passo avanti!)…
  • che bisogna impegnarsi e spendersi quotidianamente, e cercare di evitare che al mondo comandino i dini, o i mastella o i rifondaroli del cacchio…

adios!

p.s. metto qui lo spot dell’adesione all’azione cattolica, che mi ha insegnato ad essere quello che sono, e soprattutto mi fa capire quello che voglio essere (anche se quest’anno nello spot non ci sono io !)…

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