
avevo scritto qualche giorno fa che non avrei scritto per un po’… poi ho letto questa cosa e mi è venuta voglia di metterla qua sopra… e comunque chi mi conosce un po’ sa che non faccio mai quello che dico, per cui…
Nel tempo impervio della notte affrontò la traversata del tempestoso mare il mio Navigatore.
Nella bufera, rabbiosa, la vela gonfia di vento, lui viene spingendo la barca.
Nell’oscurità della notte oscura come pauroso e mortale veleno,
pare che il cielo infranto si inabissi nel mare: lui viene avanti scomparendo
nel seno d’onde alte e rabbiose senza pace e senza meta. Cosa progetta il mio Navigatore
per salpare di notte e in tempo ingrato? Spezzando gli elementi ostili a quale appuntamento tende il mio navigatore?
Stretto alla vela bianca nelle dense tenebre lui viene spingendo la barca.
verso quale approdo dirige il suo legno? Nessuno può decifrare nei suoi piani.
Perduto nel mare della notte per quale rotta sta venendo? Con l’occhio aperto nella notte
sopra una soglia sconosciuta, una lampada attende in preghiera.
Esalterà la disordinata e la farà sua compagna, il mio solitario Navigatore!
Nella notte tempestante come potrà raggiungere la meta
il mio Navigatore pellegrino? Ignoro con quale carico d’oro e di gioielli
lui venga spingendo la barca. No, lui non ha gioielli ed è privo di perle;
ma porta in mano soltanto la collana dell’amore.
In estasi cantando nell’oscurità della notte attraverserà l’oceano.
Nell’aurora che s’annuncia quale petto cingerà d’una collana il mio Navigatore?
Ai margini della strada sta colei che attende il mio Navigatore.
Per lei osò il viaggio a tutti segreto: lui viene spingendo la barca.
I capelli si scompigliano, gli occhi si inumidiscono, tra le fondamenta divelte sibila il vento.
La fiamma trema e si spegne al vento e alla pioggia ombre salgono nella casa.
Viene a chiamare per nome colei che è senza nome il mio Navigatore
Infinito tempo è trascorso da quando salpò il mio impazienete Navigatore.
L’aurora non è fiorita dalla notte e ancora lunga è l’attesa: lui viene spingendo la barca.
Nessuno saprà della sua venuta, non s’udranno nè squilli di tromba nè rulli di tamburo.
Camminerà solo nelle tenebre e riempirà la casa di luce. Al suo tocco amoroso la povertà sarà benedetta
e il suo corpo reso sacro. Nel silenzio ogni dubbio sarà scioltose il Navigatore approda alla mia riva
(Rabindranath Tagore, da Balaka)
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