Archivio per maggio 2007

UN DUE TRE STELLA!

 

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a cura di Simone Esposito

A Lucera (provincia di Foggia) vanno al ballottaggio Costantino Dell’Osso (socialista storico, plurisenatore) e Vincenzo Morlacco (democristiano storico). Dell’Osso (il socialista) è il candidato del centrodestra, mentre Morlacco (il democristiano) del centrosinistra. Morlacco (centrosinistra) è appoggiato da Labbate, sindaco uscente del centrodestra. Il quale, nel 2002, era andato al ballottaggio proprio contro Dell’Osso (oggi centrodestra), che per l’occasione era supportato al primo turno dall’Udc, e al secondo si era apparentato con i Ds (centrosinistra), ai quali era stato iscritto (dopo che ai socialisti, prima che a Forza Italia). Oggi, primo degli eletti dei Ds (centrosinistra) è Andrea Bernardi, che molto si è speso in questi giorni per Morlacco (centrosinistra) alleato di Labbate (sindaco del centrodestra ma sponsor del centrosinistra) e contro Dell’Osso (centrodestra). Però prima non doveva stargli così antipatico, Dell’Osso a Bernardi, se è vero che era stato suo candidato consigliere nel 2002, contro Labbate (centrodestra). Non c’è che dire, un bel percorso. Per strada si sarà incontrato con Sergio De Cesare, primo eletto dell’Udc (oggi con Dell’Osso, socialista di centrodestra, contro Labbate, sindaco di centrodestra sponsor del centrosinistra) che l’altra volta era candidato nella lista di Labbate contro la lista di Dell’Osso.

In realtà hanno trovato traffico entrambi, su quella strada. Decine e decine di passeggiatori: una transumanza in piena regola. Segnaliamo: Renato Gentile, oggi primo eletto della Lista Morlacco (centrosinistra, contro Dell’Osso), nel 2002 primo eletto della Lista Dell’Osso (contro Labbate, che oggi sta con Morlacco); Vincenzo De Peppo, oggi numero uno di DC per le autonomie (con Dell’Osso) e nel 2002 campione di Forza Italia (contro Dell’Osso); Giuseppe Pica già consigliere di Dell’Osso, neo più votato della Margherita con Morlacco; Antonio Pitocco, oggi con Forza Italia, nel 2002 all’opposizione di Forza Italia.

In realtà è tutta una grande partita a “Un due tre stella!”. I politici lucerini corrono ridendo per cinque anni per tutta l’aula consiliare, vociando, spingendosi, facendosi i gavettoni. Poi arriva il momento che chi sta sotto grida la famosa frase (“un due tre stella!”, per l’appunto) e tutti restando fermi dove sono. Qualcuno che stava a destra si trova a sinistra, qualcuno che stava a sinistra finisce a destra. Questo oggi; chissà domani, che ricomincia la conta e di nuovo liberi tutti, fino al nuovo comando.

La vera tragedia di quest’anno è che purtroppo siamo stati privati della presenza di Pietro Massenzio, nel 1998 socialdemocratico e presidente del consiglio comunale come esponente della maggioranza di centrosinistra, nel 2002 iscritto a Forza Italia e vicesindaco con il destrorso Labbate. Dev’essere successo questo: nel 1998 era a sinistra, poi ci ha litigato, ha fatto amicizia con Labbate ed è finito a destra, poi ha litigato con Labbate. A rigor di logica sarebbe dovuto finire a sinistra contro Labbate, ma Labbate lo ha prevenuto andando a sinistra contro se stesso. Massenzio, sfiancato e confuso, ha vagato per un po’ a centrocampo, poi se n’è tornato a casa.

COME RAGNI ATTRAVERSO LE STELLE

Fa freddissimo stasera (o almeno io ho fressiddimo).. da due giorni tira così tanto vento che non si possono lasciare le finestre aperte (tanto fa freddo!).. sarà che sto solo e che mi ha preso un po’ di tristezza.. sarà che le elezioni sono andate male e non riesco sempre di più a capicitarmi di come tanta gente di buon senso possa continuare a scegliere in questo modo della propria vita.. sarà che ho una nottata di studio davanti.. sento davvero una sensazione strana, uno strano mix di inquietudine e speranza, tristezza e positività, rassegnazione e voglia di essere.. ho un groppo in gola che non riesco a mandare giù.. ci sto convivendo da troppo tempo co’ sto coso in gola.. forse è arrivato il momento di fare qualcosa, qualcosa di radicale.. cioè cambiare, iniziare ad essere quello che volgio essere.. mi vengono in mente queste parole, che non so se c’entrano un cavolo, ma chissenefrega…

“Perché per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno Oooohhh!”

(Jack Kerouac, “On the road”)

Chiedo scusa a tutti per ste’ paranoie, ma chi mi conosce sa che io sono anche questo…

la pianto qui… e colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che a sto blog hanno dato un’occhiata… quasi 1000 contatti (in venti giorni)! credo sia una bella media… e soprattutto ringrazio quanti, in tutti i modi, che spesso io non capisco mi stanno vicini e mi vogliono bene… più passa il tempo e più mi accorgo che sono un sacco! forse dovrei piantarla di fare lo sfigato eh?

un abbraccio a tutti!

p.s. silvietta, il club degli sfigati lo apri con tuo fratello!!!

SI VOTA!

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Domani e lunedì Lucera (salvo ballottaggi) sceglierà il suo nuovo sindaco… dopo i cinque terrificanti anni di Peppino me ne aspetto altri cinque simili (se non peggiori), che vinca Dell’Osso o che vinca Morlacco… io ho definitivamente deciso che voterò Morlacco, candidato del centrosinistra, e che no voterò alcun candidato consigliere, ma solo per il partito che voto da quando ne ho diritto…. se però mi è consentita una riflessione, la tristezza che provo nell’andare a votare è davvero tanta.. vedere ieri Peppino Labbate, che credo si possa definire uno dei più incompetenti e arroganti amministartori che la storia di questa città abbia mai conosciuto, ancora iscritto a Forza Italia (sebbene sia stato sospeso dal partito), sul palco con Morlacco a chiedere il voto per la Democrazia Cristiana è davvero triste.. e l’aria d’inciucio tra i due schieramenti è davvero pesante…

comunque oggi ho scoperto un sito favoloso… www.thebathroomdiaries.com, che fa la recensione di migliaia di bagni pubblici in tutto il mondo… si può scoprire che i cessi dell’ipercoop a foggia sono eccellenti, moderni, climatizzati e c’è pure il copritazza… o che invece se vai a fare pipì nel bagni della sede della Telecom a Roma puoi incontare Afef! solo un genio può partorire una cosa del genere! favoloso!!!

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HOTEL SUPRAMONTE

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E se vai all’Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
e poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col tuo ordine discreto dentro il cuore
dov’è il tuo ma dov’è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all’Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passera anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dov’è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dov’è finito il tuo cuore, ma dov’è finito il tuo cuore.

(Fabrizio De Andrè, Hotel Supramonte)

CHI LO SAPEVA?

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Marco Travaglio su beppegrillo.it

Caro Beppe,
vorrei comunicare a tutti gli amici del blog l’ultima notizia scomparsa di una lunga serie. Il 15 maggio 2007 la III Corte d’appello di Milano ha condannato il senatore forzista Marcello Dell’Utri e il boss della mafia di Trapani Vincenzo Virga a 2 anni per ciascuno per tentata estorsione. Nessun giornale, a parte l’Unità e il Corriere della sera, l’ha scritto. Nessun telegiornale o programma televisivo, tranne Annozero, l’ha detto. L’Ansa, onde evitare che qualcuno se ne accorgesse, ha dedicato alla cosa ben sette righe e mezza, sotto questo titolo depistante: “Sponsorizzazioni: confermata in appello condanna Dell’Utri”. Come se il reato fosse la sponsorizzazione. Nel testo, si spiegava (si fa per dire) che l’estorsione riguardava imprecisate “modalità di sponsorizzazione della Pallacanestro Trapani”. Quanto a Virga, l’Ansa “dimenticava” di spiegare che è un boss mafioso, vicinissimo a Provenzano, arrestato dopo lunga latitanza nel 2001 e condannato all’ergastolo per mafia e omicidio.
Riepilogo brevemente i fatti. Nel 1990 il presidente della Pallacanestro Trapani, Vincenzo Garraffa, medico e futuro deputato del Pri, cerca uno sponsor per la sua squadra, neopromossa in serie A2. Publitalia, la concessionaria Fininvest presieduta da Dell’Utri, lo mette in contatto con la Dreher-Heineken. Si firma il contratto: per 1 miliardo e mezzo di lire, i giocatori esibiranno sulle magliette il logo della “Birra Messina”, marchio italiano della multinazionale tedesca. Garraffa paga la provvigione a Publitalia: 170 milioni. Ma due funzionari della concessionaria berlusconiana battono cassa e pretendono da lui altri 530 milioni, in nero. In pratica, Publitalia vuole indietro la metà del valore della sponsorizzazione, ovviamente sottobanco. Garraffa rifiuta e, ai primi del ’92, incontra Dell’Utri a Milano. Gli spiega di non disporre di fondi neri e di non poter pagare senza fattura. Dell’Utri – come denuncerà Garraffa – lo minaccia: “Ci pensi, abbiamo uomini e mezzi per convincerla a pagare”. Garraffa non paga. E, qualche settimana dopo, riceve nell’ospedale di cui è primario una visita indimenticabile: quella del capomafia Vincenzo Virga, scortato da un guardaspalle. Virga è di poche parole: “Sono stato incaricato da Marcello Dell’Utri e da altri amici di vedere come è possibile risolvere il problema di Publitalia”. Garraffa ribatte: “Senza fattura, non intendo pagare”. E Virga: “Capisco, riferirò. Se ci sono novità, la verrò a trovare…”.
L’anno seguente la Pallacanestro Trapani, nonostante i successi sul campo, non trova più uno sponsor. Garraffa s’inventa un’autosponsorizzazione antimafia, ovviamente gratuita, con lo slogan “L’Altra Sicilia”. Che gli porta fortuna: la squadra viene promossa in serie A. Maurizio Costanzo invita lui e i suoi giocatori a parlarne al “Costanzo Show”, su Canale5. Ma poi, all’ultimo momento, cambia idea e disdice l’invito. Garraffa ci vede lo zampino di Dell’Utri. E denuncia tutto ai magistrati di Palermo. Che trasmettono gli atti, per competenza, al Tribunale di Milano. Qui Dell’Utri e Virga vengono condannati per tentata estorsione aggravata a 2 anni a testa. L’altro giorno, la Corte d’appello ha confermato le condanne.
Ora manca soltanto la Cassazione. Dell’Utri intanto è stato condannato definitivamente a 2 anni per false fatture in altre sponsorizzazioni gonfiate e in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Naturalmente, visto il pedigree, rimane a pie’ fermo in Parlamento e viene pubblicamente elogiato per la sua “intelligenza” da diessini dalemiani come Nicola Latorre (niente a che vedere con Pio La Torre, ammazzato dalla mafia) e ossequiosamente intervistato da giornali e tv su tutto lo scibile umano, fuorchè sulle sue condanne.
Come ricorda Daniele Luttazzi nel suo ultimo spettacolo, Daria Bignardi l’ha recentemente invitato alle “Invasioni barbariche” su La7 e ha subito premesso: “Non parliamo dei suoi processi”. Dell’Utri, comprensibilmente, non ha avuto nulla da obiettare. Anzi, ha aggiunto che il suo giornalista preferito è Luca Sofri. Che, guardacaso, è il marito della Bignardi. Ecco, dei processi di Dell’Utri è meglio non parlare mai. Il senatore ha uomini e mezzi per convincere.”
Marco Travaglio

domenica e lunedì bisogna appiccicarli al muro!!!

FORSE DOVREI PREOCCUPARMI E FARMI CONTROLLARE SERIAMENTE…

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signori e signore, ragazzi e ragazze, donne e uomini, vecchi e bambini, scemi e intelligenti, belli e brutti, ricchi e poveri,

annuncio a tutti voi che oggi, sabato 19 maggio 2007, il mio cervello ha definitivamente fuso! sono finito, andato, boom! oddio, non è che ci volesse poi tantissimo, vista la mia situazione neurologica precedente, ma è circa un’ora che nessun pensiero affolla la mia testolina… giuro! il cervello frulla nel vuoto più totale… più passa il tempo e più mi avvicino ad identificarmi pienamente col mio idolo di sempre… ciambelleeeeeeeeee!!!! e siccome non sto scrivendo niente, e sto solo dicendo una miriade di cazzate, e se penso che domani devo fare tutta l’etica protestante e lo spirito del capitalismo di max weber mi suicido, e che tra tre giorni ho l’esame e nun sacciu una mazza secca e se mi bocciano è megghie ca m’faccie nu nnicch, e forse dovrei pure scrivere sta cacchio di tesi invece di cazzeggiare in secula seculorum, e oggi è stata una giornata abbastanza pesante (mi sono fatto 800km!) e forse (molto forse) un po’ di pane me lo sono guadagnato (e me lo sono pure già mangiato – questa è una battuta alla simone), mi ritiro in buon ordine e me vago a culech…

comunque posso dire un’ultima cosa? sto blog mi sta intrippando da paura (come suol dire il mio amico stefano pinci… a proposito, ma le foto che hai fatto alla marcuzzi, dove le posso vedere?) ..

WALTER SIMMONS

Stasera sto un po’ giù, e non so per quale motivo mi vengono in mente questi versi, scolpiti sulla tomba di Walter Simmons a Spoon River… autobiografici? non lo so, comunque adesso (anche vista l’ora) non è il caso di farsi troppe domande!

I miei genitori pensavano che sarei diventato

grande come Edison o più grande:

poichè da ragazzo costriuvo palloni

e aquiloni meravigliosi e giocattoli a molla

e piccole locomotive che correvanmo su rotaie

e telefini di barattoli e filo.

Suonavo la cornetta e dipingevo,

modellavo la creta e recitai la parte

del cattivo in Octoroon.

Ma poi a ventun’anni mi sposai

e dovevo vivere, e così, per vivere

imparai il mestiere dell’orologiaio

e avevo una gioielleria in piazza,

e pensavo, pensavo, pensavo, pensavo,-

non agli affari, ma alla macchina che stavo per costruire.

E tutta Spoon River aspettava impaziente

di vederla in funzione, ma non funzionò mai.

E qualche anima buona pernsò che il mio genio

fosse in qualche modo impedito dal negozio.

Non era vero. La verità era questa:

non ero un genio

(da Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Master)


maggio: 2007
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