SI VOTA!

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Domani e lunedì Lucera (salvo ballottaggi) sceglierà il suo nuovo sindaco… dopo i cinque terrificanti anni di Peppino me ne aspetto altri cinque simili (se non peggiori), che vinca Dell’Osso o che vinca Morlacco… io ho definitivamente deciso che voterò Morlacco, candidato del centrosinistra, e che no voterò alcun candidato consigliere, ma solo per il partito che voto da quando ne ho diritto…. se però mi è consentita una riflessione, la tristezza che provo nell’andare a votare è davvero tanta.. vedere ieri Peppino Labbate, che credo si possa definire uno dei più incompetenti e arroganti amministartori che la storia di questa città abbia mai conosciuto, ancora iscritto a Forza Italia (sebbene sia stato sospeso dal partito), sul palco con Morlacco a chiedere il voto per la Democrazia Cristiana è davvero triste.. e l’aria d’inciucio tra i due schieramenti è davvero pesante…

comunque oggi ho scoperto un sito favoloso… www.thebathroomdiaries.com, che fa la recensione di migliaia di bagni pubblici in tutto il mondo… si può scoprire che i cessi dell’ipercoop a foggia sono eccellenti, moderni, climatizzati e c’è pure il copritazza… o che invece se vai a fare pipì nel bagni della sede della Telecom a Roma puoi incontare Afef! solo un genio può partorire una cosa del genere! favoloso!!!

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4 Responses to “SI VOTA!”


  1. 1 V4L3R14 26 maggio, 2007 alle 6:50 pm

    una curiosità: MA QUANTI CANDIDATI CI SONO????? MEZZA LUCERA?????

  2. 2 marcoe 26 maggio, 2007 alle 10:58 pm

    543 in 19 liste!

  3. 3 Saretta (siculo-romana) 28 maggio, 2007 alle 3:11 pm

    visto che il tuo blog è più visitato del mio e visto che questa mi sembra una cosetta abbastanza importante, te la incollo qui e scusa se intaso i tuoi commenti.

    Gennaro Carotenuto è storico e giornalista (insegna entrambe le cose a Macerata) ed è uno specialista della storia contemporanea dell’America Latina

    sul suo blog (www.gennarocarotenuto.it) ecco cosa dice della crisi venezuelana riguardo il canale appena soprresso.mi pare che questa roba non ce la dica mai nessuno, e veramente adesso continuo a schifarmi del nostro giornalismo, Repubblica compresa.
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    La libertà di espressione al tempo di Bruno Vespa, Simona Ventura e RCTV domenica 27 maggio 2007

    Ma siete davvero sicuri che “libertà d’espressione” è permettere a Bruno Vespa di condurre “Porta a porta” fino a che morte non ci separi?

    Rispetto al trasferimento sul cavo e sul satellite del canale venezuelano RCTV siamo di fronte ad una duplice campagna, di disinformazione e di negazione di un dibattito che sarebbe vitale anche in Italia. E’ possibile che gli stessi che approvarono la legge che trasferiva Rete4 sul satellite, oggi utilizzano gli stessi argomenti di Emilio Fede (che a parole disprezzano) per attaccare il governo venezuelano?

    Vi hanno detto che Marcelo Granier (il padrone della ferriera RCTV), ha in passato più volte dichiarato di proibire ai suoi figli di vedere la stessa RCTV? I vostri media hanno scritto o vi hanno nascosto che negli ultimi tre anni RCTV ha quotidianamente violato la legge di responsabilità civile dei media che limitava pornografia e violenza? E’ forse RCTV al di sopra della legge?

    E’ possibile che una mozione presentata dalle destre al Parlamento Europeo, che ha avuto il voto a favore di appena 43 parlamentari europei su 800 in un’aula deserta, venga spacciata per “una censura del Parlamento Europeo contro Chávez”? E’ possibile edulcorare un colpo di stato come quello dell’11 aprile 2002 a Caracas, ribattezzandolo “tentata sollevazione popolare”? Lo fa il GR3 delle 8.45 di stamane 27 maggio. Il GR3 è quello stesso media che paragonò Salvador Allende ad Adolf Hitler. E’ libertà d’espressione pure questa?

    In quale paese al mondo è possibile fare costantemente campagna per il rovesciamento VIOLENTO del proprio governo, essere pagati da un paese straniero (vedi documenti Golinger) per farlo e spacciare ciò come libertà di espressione? Cosa succederebbe se in Italia, quella stessa Italia dove non si può trasmettere un documentario della BBC, Canale5 o Rai2 incitassero quotidianamente all’eversione? E’ possibile che i giornalisti italiani siano così ignoranti o così malintenzionati da considerare “eversione” e “opposizione” come sinonimi?

    In Venezuela negli ultimi due anni sono nate più di 300 radio comunitarie di ogni tendenza politica e religiosa. In Venezuela, nell’ultima campagna elettorale, l’80% dei media era ancora controllato dall’opposizione. I media italiani, nel trattare il caso RCTV, hanno preferito non solo omettere questi dati ma mentire ai propri lettori arrivando a sostenere che RCTV fosse l’unico media rimasto all’opposizione. E Globovision? E Televen? E Venevision? E tutti i canali locali? E i grandi quotidiani, El Universal, El Nacional, tutti strenuamente all’opposizione? E “Tal cual” di Teodoro Petkoff? Che giornalismo è quello che omette del tutto di verificare i dati e sposa solo la posizione più conveniente?

    Cerchiamo di essere intellettualmente onesti. La TV commerciale è oramai così importante nelle nostre società da essere intoccabile e non governabile in nessun modo da organismi democraticamente eletti? La TV è al di sopra della democrazia?

    Giova ricordare che la programmazione delle TV commerciali è decisa dal potere supremo degli azionisti e degli sponsor che decidono cosa dobbiamo sapere e cosa dobbiamo pensare. Tutto questo non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione. Nonostante il “pensiero unico” neoliberale pretenda che perfino l’acqua che beviamo sia una merce, sempre più persone sono convinte che così non possa essere. E quindi che anche quel che dobbiamo sapere e pensare non sia una merce sulla quale fare profitti.

    E’ semmai il “pensiero unico” a violare la libertà di espressione. Magari senza proibire, ma riducendola ad una nicchia di mercato. Come a Caracas l’11 d’aprile 2002, quando il 100% dei canali commerciali fu parte dell’organizzazione del colpo di stato. Ma proprio quel giorno una minuscola TV di quartiere di una delle peggiori favelas di Caracas, CatiaTV, diede una lezione al mondo, chiamando i venezuelani a non arrendersi al colpo di stato e affermando che “un’altra comunicazione è possibile”.

    Il caso RCTV non riguarda solo il Venezuela, riguarda l’Italia e il mondo. Se la libertà di espressione è solo quella dei Bruno Vespa e dei Marcelo Granier di dominare il mercato ed essere intoccabili, se la libertà di espressione è solo quella degli sponsor che stabiliscono chi e cosa va in onda e chi e cosa non conviene che ci vada, va denunciato che siamo di fronte ad una concezione oligarchica ed antidemocratica della libertà di espressione stessa. A parole si appella a questa, ma solo per monopolizzarla e negare tutte le altre libertà di espressione, a partire da quella di chi non ha voce.

    Criticano la TV spazzatura, criticano la TV diseducativa fatta di sesso e violenza, sostengono che reality show e simili producono guasti gravissimi sulla società. Ma sarebbero disposti a morire per difendere il diritto di Simona Ventura a condurre l’Isola dei Famosi.

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    se volete approfondire, questa è un altro post di carotenuto.

    La Repubblica e l’Unità mentono spudoratamente sul Venezuela mercoledì 23 maggio 2007

    COCHABAMBA – Mi arrivano eco dall’Italia, qui a Cochabamba (Bolivia), dove sto partecipando al “V incontro mondiale di intellettuali e artisti in difesa dell’umanità” e potrei anticipare le cose dette da Evo Morales stamattina, o la ricchezza del dibattito, o la forza e la ricchezza comunicativa dei comunicatori boliviani (Evo ha un’approvazione del 66%in crescita ma nei media ha l’80% contro). Infatti, amici di GennaroCarotenuto.it mi inviano i pezzi di Repubblica e l’Unità sul non rinnovo della concessione di RCTV in Venezuela. E alle balle bisogna rispondere con le notizie. Ci sarà tempo per parlare di cose serie. Vediamo:

    La Repubblica mente:

    Rctv, […] è considerata troppo critica dal presidente, che l’accusa anche di aver simpatizzato con il colpo di stato che cinque anni fa l’aveva spodestato per due giorni.

    Amor di verità obbliga a rispondere:

    RCTV non è accusata “da Chávez” di aver simpatizzato, ha organizzato il golpe. E’ molto facile verificare, ci sono le registrazioni, ma Repubblica preferisce mentire e non fa il suo dovere, semplicemente non verificando. E’ evidente l’intenzionalità di trasformare fatti storici noti in un “punto di vista”.

    La Repubblica mente:

    Così, dopo la manifestazione di sabato scorso che aveva raccolto l’adesione di migliaia di partecipanti e attirato l’attenzione internazionale, oggi il corteo è sfilato davanti alle sedi alle sedi in Venezuela dell’Unione europea (Ue) e della Organizzazione degli Stati americani (Osa) e il movimento di protesta ha ricevuto la solidarietà di associazioni di difesa della libertà di stampa di tutto il mondo.

    Amor di verità obbliga a rispondere:

    Tanto la UE come l’Organizzazione degli Stati Americani ha affermato che è un fatto interno venezuelano e che il governo venezuelano è nel suo pieno diritto nel non rinnovare la concessione.

    La Repubblica mente:

    Secondo un sondaggio dell’istituto Datanalisis il 70% dei venezuelani disapprova l’oscuramento di Rctv.

    Amor di verità obbliga a rispondere:

    Il sondaggio è stato commissionato da RCTV e palesemente falso. Secondo la legge italiana, La Repubblica sarebbe obbligata a dire chi commissiona i sondaggi, ma lo evita. Contro Chávez la legge non vale.

    La Repubblica mente:

    La decisione di non rinnovare la concessione, infatti, avrebbe come effetto quello di limitare alla sola Globovision il panorama audiovisivo nazionale anti-governativo. Con l’aggravante che Globovision è un canale che si vede solo nella capitale.

    Amor di verità obbliga a rispondere:

    E’ la balla più clamorosa. I grandi canali commerciali dell’opposizione che trasmettono in tutto il Venezuela sono quattro. RCTV, Globovision, Venevision e Televen. Inoltre in ogni stato ci sono canali locali dell’opposizione. Repubblica, in totale malafede cancella due canali nazionali e tutti i locali.

    Molto simile è il pezzo dell’Unità, probabilmente preso dalle stesse fonti, tutte dell’opposizione. Né l’Unità né la Repubblica ricordano che RCTV non viene chiusa, ma trasferita sul cavo e sul satellite. Entrambe fanno credere che sia una decisione illegale di Hugo Chávez. Soprattutto né l’Unità né La Repubblica citano il punto di vista venezuelano, il ricchissimo dibattito sulla responsabilità sociale dei media, il fiorire di centinaia di media indipendenti nel paese, né il fatto che non esiste solo la libertà di stampa ma anche il diritto costituzionale a essere informati in forma non inquinata.

    Questo cronista era a Caracas ed è andato e ha raccontato in questo sito la marcia dell’opposizione. Né La Repubblica né l’Unità erano presenti. Hanno fatto male il loro lavoro, mancando ad ogni dovere etico verso i loro lettori. Questi, è ora che si sveglino e si facciano sentire. BASTA BUGIE SULL’AMERICA LATINA

  4. 4 Nic 1 giugno, 2007 alle 3:47 pm

    grande marco esposito!!
    in un momento di cazzeggio senza voglia di studiare sono finito qui sul tuo blog, complimenti,…diventerò un tuo lettore!
    lo spaccato sulla politica lucerina ricorda quella di molte situazioni qui dalle mie parti…
    …va bè pausa finita, a presto

    nic


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