Archivio per agosto 2007

in un giorno di pioggia

Dopodomani (ormai domani visto che è l’1.57..) partirò per la tanta sospirata vacanza salentina.. poi appena tornato una notte a casa e si riparte per il campo e annessi.. insomma non ci sarò fino al 2 settembre (x la disperazione delle mie donne! non vi preoccupate vi amo lo stesso..)..

cmq saluto tutti con questa sontuosa vecchia bella e un po’ triste canzone dei Modena City Ramblers, che ogni volta che ascolto mi mette un poo’ di malinconia (di quella bella, che ti fa capire che riesci  ad amare le cose..)..

fate i bravi..

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All’esame dei turisti Lucera è da bocciare

 

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di Simone Esposito

(Pubblicato su www.luceraweb.net e www.simoneesposito.blogspot.com)

 

 

Può capitare che un paio di amici, ai quali per anni hai parlato delle bellezze della tua città, vengano a trovarti d’estate. Può capitare che tu decida di scarrozzarli in lungo e in largo per monumenti e manifestazioni di piazza. E può capitare di doverti vergognare davanti agli ospiti per i portoni chiusi e per il degrado – quello sì – in bella mostra.

Può capitare? Certo: a Lucera, nei giorni delle Feste d’agosto. Mentre avvampa la polemica sul corteo storico “d’importazione” e sull’incapacità della nostra città di mantenere vive le proprie tradizioni, abbiamo tentato un esperimento: accompagnare per la tanto declamata “città d’arte” due turisti venuti da fuori, blanditi dalle descrizioni dei lucerini di loro conoscenza. E così per un giorno intero, il 14 agosto, abbiamo percorso le strade della città in compagnia di Giovanni Corbisiero, studente di medicina di Nola, in provincia di Napoli, e di Domenico Lanzilotta, padovano e giornalista del gruppo editoriale “E Polis”. Due giudici esterni, e quindi obiettivi, per testare Lucera nei suoi giorni di massima visibilità.

Piazza Duomo

Decidiamo di partire da piazza Duomo, il nostro salotto buono. Ed ecco il primo imbarazzo: spiegare il perché accanto alla splendida facciata della Cattedrale appena tirata a lucido si staglia in tutta la sua straordinaria fatiscenza il complesso del “Sant’Anna”. Storia lunga, che qui tralasciamo.

Ci concentriamo sul Duomo, e qui facciamo i conti con un altro problema. Siccome abbiamo volontariamente lasciato a casa guide turistiche e affini (di cui spesso i visitatori occasionali sono sprovvisti), dobbiamo fare affidamento sulle indicazioni presenti sul posto. Che però qui, come nei pressi di molti altri monumenti, sono non soltanto insufficienti, ma spesso illeggibili a causa delle scritte spray. Insomma, altra figuraccia.

Lavori in corso

La passeggiata prosegue. E involontariamente, infiliamo un vero e proprio itinerario turistico tematico. Quale tema? “Lucera e i suoi lavori in corso”. Prima tappa: il Museo “Fiorelli”. Chiuso per restauro: ma davanti al portone di via Zuppetta, implacabilmente serrato, non c’è uno straccio di cartello a spiegarlo. La sensazione dei visitatori è quella di grande incuria, ed effettivamente si fa fatica a immaginare un museo che non riporti gli orari di visita o che, in caso di chiusura temporanea, non ne indichi i motivi. Eppure quel museo c’è, ed è il nostro. Passiamo oltre. Dal “Fiorelli” alla chiesa del Carmine il passo è breve. E non cambia la musica: anche qui impalcature e lavori. Fino al caso più eclatante, quello dell’Anfiteatro, anche questo, come si sa, chiuso. E’ inevitabile che i due turisti sbottino: possibile che qui dobbiate fare i restauri proprio nella stagione turistica? Meglio ancora: nei tre giorni di festa cittadina? Difficile giustificarsi. Cambi di giunta e necessità di lavori sono cose che capitano ovunque. Evidentemente, non ovunque ci si riesce a organizzare.

Il castello e la torre

Alle prese con lo scontento dei nostri visitatori, uno scatto d’orgoglio lucerino ci fa giocare la carta del Castello: non campeggia su tutti i manifesti la ricostruzione storica di “Lucera medievale”? Partiamo dunque alla volta della Fortezza. Percorriamo il viale partendo da piazza Matteotti, proviamo a sorvolare sulle decine e decine di graffiti che affrescano tutti i muretti laterali, nessuno escluso, e arriviamo al ponte d’ingresso, dove veniamo accolti da una serie di pannelli informativi ben fatti e persino esaustivi. Già pregustiamo il riscatto di Lucera quando, provando a entrare nel Castello attraverso una delle due porte, ci imbattiamo in un signore a torso nudo che presidia l’accesso. “Qui non si può entrare, è chiuso”. Il cancello alle sue spalle è spalancato, e alla sua destra c’è in bella mostra il cartello con gli orari di visita. “Ma a quest’ora dovrebbe essere aperto”, ribattono i nostri turisti. “No – ci sentiamo rispondere – il Castello apre alle 15, e la ricostruzione storica comincia alle 16”. Un’occhiata all’orologio: sono le 16 e 35. “Allora comincia più tardi”, la replica laconica. Siamo tutti sbigottiti. E rimaniamo fuori. Senza contare che i manifesti (e tutte le guide e i siti internet sugli eventi culturali della provincia) promettevano testualmente che la ricostruzione sarebbe cominciata “dal mattino del 14 agosto”.

A questo punto tentiamo il tutto per tutto. Percorriamo prima un tratto della camminata intorno alle mura, lungo le quali più si va avanti e ci si allontana da viale Castello e più aumentano le sterpaglie, i graffiti sui muri e le lampade dell’illuminazione sfondate. Poi proviamo a entrare per l’altro ingresso. Riuscendoci: anche qui cancello regolarmente aperto, come da orario affisso a lato, ma nessun buttafuori. Entrando, ci ritroviamo di fronte ai preparativi, in ritardo, della ricostruzione storica. Ci sono ancora due furgoni in mezzo alle tende: i lavori in corso devono essere diventati il nuovo sport cittadino. Andiamo oltre, verso la torre della Regina. In mezzo alla stanza, una decina di paletti di plastica con in cima il cartellino “Non toccare”. Non si capisce cosa, visto che non c’è nulla. Probabilmente, sono un avanzo di qualche esposizione, depositato senza troppi problemi al centro della torre. Ma ormai non ci stupiamo più di nulla. Uscendo, una guida turistica ci invita a firmare il registro dei visitatori. Gli chiediamo informazioni sull’effettivo orario d’inizio della ricostruzione storica. “Credo alle 19, forse sono in ritardo”. Forse. Intanto, il turista padovano scarabocchia sul libro delle visite al Castello. Sbirciamo: “Sistematelo”, il commento accanto alla firma.

Museo diocesano

Insomma: un bilancio davvero pesante, tra un’evidente assenza di strategia turistica e lo spreco enorme delle risorse artistiche e culturali della città. Con un’unica nota positiva: il Museo diocesano. Ci arriviamo in serata, dopo la processione storica di Santa Maria Patrona e la consegna delle chiavi, grazie all’apertura in notturna (fino alle 23) decretata per la settimana delle feste. Un’idea che in mezzo al nostro disastro sembra eccezionale, ma che è la normalità nelle città d’arte, quelle vere. E la visita alle sale del Palazzo vescovile è una vera goduria: allestimenti curati con gusto e criterio, guide competenti (e si tratta di volontari), capaci non solo di recitare a memoria qualche didascalia ma anche di rispondere alle domande dei turisti. Si badi: il Museo diocesano non custodisce opere straordinarie, ma un piccolo tesoro come quello posseduto da tantissime Chiese locali italiane. Ma sa esporlo in modo intelligente, funzionale e culturalmente valido, facendo andar via il visitatore con l’impressione di essere passato per il museo di una moderna città europea, e non in quello di una delle più piccole diocesi d’Italia. Una lezione da imparare, per le nostre istituzioni civili.

Il bilancio finale

Alla fine della giornata, i due amici turisti sono più rammaricati di noi. Un peccato, questo il commento di entrambi. Un peccato vedere le potenzialità di Lucera buttate per gran parte al vento, mentre da anni si discute di rilanci, di valorizzazione del territorio, di promozione. La verità – è apparso lampante anche a chi è arrivato da fuori città e non è interessato alle nostre beghe politiche – è che manca completamente un progetto culturale per Lucera, oggi incapace di custodire il proprio patrimonio. Difficile pensare che il tutto si risolva facendosi il corteo storico da sé o chiamandolo da Ascoli, o con qualche sagra in più per competere con l’agguerritissimo Subappenino. In una città di oltre trentamila abitanti che una volta ospitava il palazzo di uno degli imperatori più colti d’Europa e oggi possiede una sola libreria, nemmeno troppo fornita, c’è bisogno di ben altro. Cultura: ecco dove servirebbe, e con urgenza, l’ennesimo cartello di “lavori in corso”.

 

 

 

 

 

 

MATRIMONIO METAFISICO

senza parole…

BARRIERE, CONFINI, PAURE, SERRATURE, CANCELLI, DOGANE E FACCE SCURE

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Non riesco a dormire stanotte.. sarà che è stata una bella serata inaspettata, sarà che sono un po’ malinconico per quello che non è successo e avrei voluto succedesse (!), sarà la birra in circolo, sarà questa luna meravigliosa.. penso a quello che mi sta capitando in questo tempo, a quante cose stanno cambiando, a come non sono ancora riuscito ad acciuffare completamente le opportunità che mi si stanno presentando, a cosa potrebbe succedere se dovessi perdere questo treno.. ma anche che quest’ultimo periodo è stato francamente bello, tranquillo, sereno come da tempo non capitava.. che giorno dopo giorno mi rendo conto di trovare la mia dimensione.. non so se è quella giusta, ma almeno è la mia.. è come se mi fossi reso conto di aver viaggiato fino ad ora in autostrada: quando esci dal casello c’è sempre un momento di panico per trovare la strada giusta, tra mille indicazioni diverse.. e quando ti accorgi che la strada per raggiungere la meta è in salita, tutta curve e tornanti, ti viene quasi voglia di tornartene indietro; inizi a salire titubante, perchè non sai se dietro la curva spunterà una macchina, una camion, una volpe, un ciclista.. ma piano piano acquisti sicurezza, inizi a mettere la terza.. e allora , sebbene ci siano ancora un sacco di kilometri da fare, la strada che sale mette meno paura, perchè si inizia a intravedere, dietro le nuvole, il traguardo, la vetta! Ce la possiamo fare..

mi perdoni chi per caso mi dovesse leggere: non ci posso fare niente, sono così!

ora, essendo le 2.13, è arrivato il momento di mettersi a letto che domani si ricomincia: the show must go on..

notte..

STA ARRIVANDO…

Mi sento sempre più Homer…

CREDITS

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grazie a:

Vedi Napoli e poi muori, la circumvesuviana (ahhhh!!!), la gnocca della circumvesuvia (ohhhh!!!), il mare “sta là”, “scusi dov’è l’uscita?”, la spiaggia nera, tanta rilassatezza, giggino o’zuzzuso (non ci è voluto molto a capire perchè lo chiamano così), 3 metri di pizza, 2 litri di birra, i vigili napoletani, le “strusciate” ai capelli, le ruote del pulmino, pio IX, certe cose che pochi hanno la fortuna di vivere e che chissà perchè sono capitate a me, la certezza di amicizie grandi, le ragazze di cui mi sono innamorato (ma sono stati amori veloci..), la bellezza di ritrovarsi, tanti abbracci, tante risate, tanti discorsi, la certezza di amicizie belle, il cornetto passion mangiato otto volte, la barista lesbicona, tutti quelli che a casa loro si fanno un mazzo così, “hey a te ti devo sparare”, i los pirlas e il loro inesauribile repertorio, il bungee jumping che voglio fare anch’io, le scapozzate sulle scale e in macchina, la crema al pistacchio e l’acquavite sicula, tanta vita, tanti amici, la consapevolezza che l’anno prox l’ultima settimana di luglio farò un’altra cosa (almeno in altro modo), tutte le persone che mi hanno “prestato” la loro spalla per farmi appoggiare la testa, sorrento, quelli che verranno adesso, quella chiesa che è uno spettacolo meraviglioso, il lungo il corto e il pacioccone, lamby che va via, luigino che ci massacra, le lacrime salutando il mio grande amico teutonico, la consapevolezza che da domani sarà diverso ma cmq tutto molto bello, la certezza che tutto questo (ma dico tutto, proprio tutto tutto tutto) io non lo dimenticherò mai, tutti i miei compagni di strada, il dono grande che mi è stato fatto!

P.S. la foto che ci stava la capisce..

P.S. 2 ieri sera bel concerto dei Modena City Ramblers a Cagnano Varano (ma senza il mitico Cisco non è la stessa cosa).. ALZA IL PUGNO ALZA IL PUGNO MIA DOLCE RIVOLUZIONARIA!


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