Archivio per settembre 2007

non è sempre tempo di grandi imprese…

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non sempre accadono i miracoli, anche quando uno magari ci crede davvero… questa sera alla nazionale di rugby non è riuscita l’impresa di battere la Scozia e di qualificarsi per la prima volta nella storia ai quarti di finale dei campionati del mondo… ma bisogna dire delle cose: intantoche l’Italia questa partita avrebbe potuta vincerla… a tre minuti dalla fine Bortolussi si era procurato il calcio di punizione che avrebbe potuto consegnare il XV azzurro alla storia della palla ovale… e lo ha sbagliato! l’Italia torna a casa, la storia la si scriverà un’altra volta; poi che gli italiani, sconfitti, affranti e delusi (perchè solo gli imbecilli gioscono delle sconfitte) prima di ritirarsi negli spogliatoi sono andati a prendere in braccio Alessandro Troncon, il loro capitano, che con questa partita, la numero 101 della sua carriera, ha dato l’addio alla maglia azzurra, e lo hanno portato in trionfo: perchè le sconfitte bruciano, ma l’onore conquistato sul campo resta, qualsiasi cosa succeda… e restano i segni di una vita spesa sempre dentro una mischia: Troncon porterà per sempre sul suo corpo le cicatrici di oltre duecento punti di sutura rimediati sui campi di mezzo mondo nel tentativo di correre dietro a quella palla che come tocca terra cambia direzione…

insomma si torna a casa… eppure dopo le imprese dell’ultimo sei nazioni (in cui gli azzurri avevano battuto, oltre al Galles, proprio gli scozzesi, e per di più a casa loro) tutti si aspettavano le grandi imprese… e invece niente, come nella più classica delle storie vincono i favoriti e gli outsider della vigilia se ne vanno via a testa bassa… perchè non è sempre tempo di imprese… perchè a volte la propria forza si smaterializza sotto il peso dei propri difetti, della propia disorganizzazione, della paura di fare la figura dei brocchi… perchè a volte capita di avere la palla giusta al momento giusto, e di fallirla miseramente, come successe a uno dei più grandi giocatori della storia del calcio, Roberto Baggio, in un’afoso pomeriggio americano… ma questo forse ci aiuta a ricordarci che non c’è da vergognarsi degli errori… si può sbagliare all’ultimo minuto della partita più importante, ma questo non cancellerà una carriera di trionfi… si può essere grandi e un giorno fare la figura dei fessi… ci sarà sempre un’altra partita in cui capiterà di giocare alla grande, una meta stratosferica da segnare, una vita di rimesse da intercettare, un’infinità di palloni da spazzare lontano… e forse l’occasione decisiva, al momento decisivo della partita decisiva ricapiterà…

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istanti

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volevo scrivere per raccontare la giornata di ieri.. ma ci sono cose che non sono capace di raccontare, cose che vanno vissute, che le parole richiano di rendere banali.. poi ho trovato per caso questa poesia di borges, scritta dal poeta argentino in punto di morte, che mi ha particolarmente colpito (e la volevo dedicare a una persona: può essere una risposta a quello che ci dicevamo ieri sera?).. forse potrà sembrare non c’entri niente, invece credo descriva bene il pomeriggio di ieri e quello che mi sta succedendo ultimamente…

Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita

nella prossima cercherei di fare più errori

non cercherei di essere tanto perfetto,

mi negherei di più,

sarei meno serio di quanto sono stato,

difatti prenderei pochissime cose sul serio.

Sarei meno igienico,

correrei più rischi,

farei più viaggi,

guarderei più tramonti,

salirei più montagne,

nuoterei più fiumi,

andrei in posti dove mai sono andato,

mangerei più gelati e meno fave,

avrei più problemi reali e meno immaginari.

Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente

e precisamente ogni minuto della sua vita;

certo che ho avuto momenti di gioia

ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.

Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,

solo di momenti, non ti perdere l’oggi.

Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,

una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute;

se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera

e continuerei così fino alla fine dell’autunno.

Farei più giri nella carrozzella,

guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,

se avessi un’altra volta la vita davanti.

Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

(Jorge Luis Borges, Istanti)

p.s. se oggi dovessi trovare un’immagine che mi rappresenti, mi piacerebbe essere come l’icaro di matisse, che si libra nel cielo e mostra il cuore senza pudore…

p.s.2 a quei bacchettoni che mi dicono che scrivo usando solo punti di sospensione e non uso mai le maiuscole volevo dire: qualcuno si è mai permesso di dire a joyce che scriveva senza punteggiatura? vergognatevi, ignoranti! (mi sto forse montando la testa???)

e il resto va da se non lo so…

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Un giorno ho visto un uomo che saliva le scale
gli ho chiesto scusi dove vuole andare lei mi ha detto,
vado a prendere una nuvola la porto dove non piove mai
mi scusi come fa a trasportare una nuvola mi ha detto,
la respiro per un po’ e poi vado nel posto dove vogliono acqua
il resto va da se non lo so…
un giorno ho visto un bimbo che correva per strada
gli ho chiesto scusa dove corri bambino mi ha detto
sto inseguendo la mia ombra così come tu segui il destino
e se la prendo poi me la tengo la metto in un cassetto chiuso a chiave
così finalmente sarò grande abbastanza
sarò un capitano sopra una nave il vento guiderà i miei comandi
e l’universo passerà dall’oblò come aranciata dentro l’imbuto
il resto va da se non lo so…
mi piace bere un bicchiere d’acqua la mattina al mio risveglio
mi sembra che mi fa sentire meglio meglio…
un giorno ho visto una che lavava il denaro gli ho chiesto
scusa che stai facendo mi ha detto lo pulisco
così vale di più lo compro poi lo lavo e lo vendo
ma scusa cento lire sono sempre le stesse,
pulite o sporche valgono uguale
lei mi ha guardato un poco stupita e poi ha continuato a lavare
la sera ho aperto il salvadanaio e di monete io ne avevo un bel po’
e in bagno ho cominciato a lavarle il resto va da sé non lo so…
un giorno ho visto uno che leggeva al contrario
gli ho chiesto scusa che stai facendo
mi ha detto ho letto libri per tutta la vita e adesso io li sto cancellando
li rileggo tutti quanti al contrario dimenticando quello che so
e poi mi terrò ciò che mi resta il resto va da se non lo so…
mi piace bere un bicchiere d’acqua la mattina al mio risveglio
mi sembra che mi fa sentire meglio meglio…
mi piace bere un bicchiere d’acqua la mattina al mio risveglio
mi sembra che mi fa sentire meglio meglio…
mi piace bere un bicchiere d’acqua la mattina al mio risveglio
mi sembra che mi fa sentire meglio meglio…

(Jovanotti, Il resto da da se)

de rivolutionibus…

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qualche giono fa una persona mi diceva: “odio i cambiamenti, voglio che tutto rimanga com’è!” (almeno questo era il senso…)! ci ho pensato un po’… poi ho guardato un po’ la mia vita degli ultimi tempi, piena di punti interrogativi.. stanno cambiando tante cose in questo settembre stranissimo, bello e anche un po’ angosciante… per la prima volta vivo tutto seranamente, non da spettatore ma da protagonista… mi viene in mente rocky balboa che manda al tappeto quel bestione di ivan drago nel delirio del pubblico sovietico che fino a pochi minuti prima lo odiava… possono succedere a volte le cose più assurde.. e poi ieri una persona mi ha detto (me lo ha scritto ma è uguale): “non smettete mai di fare rivoluzioni… la luna diventa il sole, la notte il giorno…” scusate, ma sto  studiando il de rivolutionibus orbium coelestium, e ste cose mi vengono spontanee… deformazioni filosofiche…

cmq chiudo con queste parole che all’apparenza non c’entrano niente, ma invece c’entrano eccome.. e poi stamattina c’è un gran bel sole…

“e a inizio marzo splendeva già il bel tempo in città, e ogni mattina Dio srotolava un cielo talmente azzurro con certe nuvole d’ovatta candida appese in lontananza che era impossibile non ghignare di felicità e affacciarsi al balcone o uscire in strada e resistere alla tentazionedi gridargli: grazie capo, non lo dimenticheremo!”

(Enrico Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo)

oh yeah!

doni

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“Il dono è un gentile atto di presunzione. Invade lo spazio altrui con la pretesa: sono tuo. Che sia utile o no, esige che uno spazio si occupi di lui. Ci sono persone che però non sanno ricevere un dono, tra queste anch’io. Il mio grazie è anemico, meccanico. Mi piace però il gesto di porgere il regalo, il moto di premura, bello come quello di restare in ascolto di una persona. Di mio preferisco regalare vino, che è un modo di essere ricordato brevemente, a sorsi.”

(Erri De Luca, Alzaia)

(dedicato ad alcune persone, che, soprattutto negli ultimi tempi, mi stanno donando tanta vita… grazie!)

nuvole barocche

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Poi un’altra giornata di luce
poi un altro di questi tramonti
e portali colonne fontane.

Tu mi hai insegnato a vivere
insegnami a partir.

Ma il cielo è tutto rosso
di nuvole barocche
sul fiume che si sciacqua
sotto l’ultimo sole.

E mentre soffio a soffio
le spinge lo scirocco
sussurra un altro invito
che dice di restare.

Poi carezze lusinghe abbandoni
poi quegli occhi di verde dolcezza
mille e una di queste promesse.

Tu mi hai insegnato il sogno
io voglio la realtà.

E mentre soffio a soffio
le spinge lo scirocco
sussurra un altro invito
che dice devi amare
che dice devi amare.

(Fabrizio De Andrè, Nuvole barocche)

rugby

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Se stasera l’Italia del calcio avesse perso 7 a 0 con la Francia minimo minimo si sarebbe dimesso Donadoni, Del Piero sarebbe emigrato in Nicaragua, il governo sarebbe caduto, il requiem di Verdi sarebbe diventato l’inno nazionale… succede invece che un’Italia meno nota e meno ricca, quella del rugby, venga travolta, nella prima partita del Campionato del Mondo, per 76 a 14 dalla Nuova Zelanda, i mitici All Blacks, quelli che prima di entrare in campo a strappazzare qualsiasi avversario gli capiti tra le scatole si mettono a fare una danza tribale come quindici malati in preda ad una overdose di ansiolitici… Ora, perdere, ci stava… anche farsi malmenare un po’… ma 76 a 14… eppure nessuno è morto, nessuno si è dimesso… i giocatori italiani, grossi e sporchi come scaricatori di porto, si sentono ancora forti e fiduciosi sul passaggio ai quarti di finale… Donadoni si sarebbe già buttato dalla tribuna, mentre Berbizier, allenatore francese dell’Italia, arrivato per rendere forti questi giganteschi bruti, riesce a trovare addirittura motivi per sorridere (in una partita persa con sessantadue punti di scarto!!!)… miracoli di uno sport pazzo in cui alla fine della gara non ci sono movioloni o maurizio mosca o mughini, ma si va tutti, giocatori e tifosi di entrambe le squadre, a scolarsi qualche litro di birra, perchè ok, in campo si ci può pure lasciare qualche costola, ma alla fine chissenefrega, è solo un gioco…

Credo che la differenza tra il calcio e il rugby si possa racchiudere tutta nel pallone… nel calcio il pallone è tondo, preciso, serio, va sempre dove deve andare e fa sempre quello che deve fare… nel rugby il pallone è ovale, ubriaco, pazzo, fa sempre quello che vuole lui e prende sempre per il culo tutti quanti…

che sport meravoglioso quello in cui la Nuova Zelanda è la più forte del mondo, ma ai mondiali ci vanno pure le Samoa e le Fiji… che sport meravoglioso quello in cui si può perdere 76 a 14 e non incazzarsi troppo, perchè hai perso contro i più forti del mondo, e quelli, signori, giocano da Dio! Tanto poi alla fine si va tutti a bere!!!!

(questo post, apparentemente un po’ senza senso, è dedicato ad alcune che spera leggano e capiscano delle cose.. è dedicato anche a me, in qualche modo…)


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