non è sempre tempo di grandi imprese…

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non sempre accadono i miracoli, anche quando uno magari ci crede davvero… questa sera alla nazionale di rugby non è riuscita l’impresa di battere la Scozia e di qualificarsi per la prima volta nella storia ai quarti di finale dei campionati del mondo… ma bisogna dire delle cose: intantoche l’Italia questa partita avrebbe potuta vincerla… a tre minuti dalla fine Bortolussi si era procurato il calcio di punizione che avrebbe potuto consegnare il XV azzurro alla storia della palla ovale… e lo ha sbagliato! l’Italia torna a casa, la storia la si scriverà un’altra volta; poi che gli italiani, sconfitti, affranti e delusi (perchè solo gli imbecilli gioscono delle sconfitte) prima di ritirarsi negli spogliatoi sono andati a prendere in braccio Alessandro Troncon, il loro capitano, che con questa partita, la numero 101 della sua carriera, ha dato l’addio alla maglia azzurra, e lo hanno portato in trionfo: perchè le sconfitte bruciano, ma l’onore conquistato sul campo resta, qualsiasi cosa succeda… e restano i segni di una vita spesa sempre dentro una mischia: Troncon porterà per sempre sul suo corpo le cicatrici di oltre duecento punti di sutura rimediati sui campi di mezzo mondo nel tentativo di correre dietro a quella palla che come tocca terra cambia direzione…

insomma si torna a casa… eppure dopo le imprese dell’ultimo sei nazioni (in cui gli azzurri avevano battuto, oltre al Galles, proprio gli scozzesi, e per di più a casa loro) tutti si aspettavano le grandi imprese… e invece niente, come nella più classica delle storie vincono i favoriti e gli outsider della vigilia se ne vanno via a testa bassa… perchè non è sempre tempo di imprese… perchè a volte la propria forza si smaterializza sotto il peso dei propri difetti, della propia disorganizzazione, della paura di fare la figura dei brocchi… perchè a volte capita di avere la palla giusta al momento giusto, e di fallirla miseramente, come successe a uno dei più grandi giocatori della storia del calcio, Roberto Baggio, in un’afoso pomeriggio americano… ma questo forse ci aiuta a ricordarci che non c’è da vergognarsi degli errori… si può sbagliare all’ultimo minuto della partita più importante, ma questo non cancellerà una carriera di trionfi… si può essere grandi e un giorno fare la figura dei fessi… ci sarà sempre un’altra partita in cui capiterà di giocare alla grande, una meta stratosferica da segnare, una vita di rimesse da intercettare, un’infinità di palloni da spazzare lontano… e forse l’occasione decisiva, al momento decisivo della partita decisiva ricapiterà…

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1 Response to “non è sempre tempo di grandi imprese…”


  1. 1 Saretta 30 settembre, 2007 alle 10:28 am

    una brezza di ottimismo….grazie


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