Archivio per gennaio 2009

il bene dell’essere dimezzato

pioggia2

Allora, il buon Medardo disse:
– O Pamela, questo è il bene dell’essere dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo. Se verrai con me, Pamela, imparerai a soffrire dei mali di ciascuno e a curare i tuoi curando i loro.

(Italo Calvino, Il visconte dimezzato)

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I just gotta get out of this prison cell

tipa1

Can anybody find me somebody to love
Each morning I get up I die a little
Can barely stand on my feet
Take a look in the mirror and cry
Lord what you’re doing to me
I have spent all my years in believing you
But I just can’t get no relief, Lord!
Somebody, somebody
Can anybody find me somebody to love?
I work hard every day of my life
I work till I ache my bones
At the end I take home my hard earned pay
all on my own I get down on my knees And I start to pray
Till the tears run down from my eyes
Lord – somebody – somebody
Can anybody find me – somebody to love?

(He works hard)

Everyday – I try and I try and I try –
But everybody wants to put me down
They say I’m goin’crazy
They say I got a lot of water in my brain
Got no common sense
I got nobody left to believe
Yeah – yeah yeah yeah
Oh Lord
Somebody – somebody
Can anybody find me somebody to love?
Got no feel, I got no rhythm
I just keep losing my beat
I’m ok, I’m alright
Ain’t gonna face no defeat
I just gotta get out of this prison cell
Some day I’m gonna be free, Lord!
Find me somebody to love
Can anybody find me somebody to love?

(Queen, Somebody to love)

oggi…

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non scrivo da una vita… non ho scritto nemmeno dopo la laurea… ma oggi è una giornata troppo importante per farla passare via così… è passato un anno, e non me ne rendo ancora conto… un anno, da quel giorno pazzesco che ha sconvolto tutto… un anno in cui è successo veramente di tutto, in cui sono cambiato profondamente, in cui sono cresciuto molto… non dimenticherò mai quel giorno, in cui ho capito che era tempo di crescere, di superare gli ostacoli, di prendere la direzione giusta… non so quanto ci sia riuscito veramente, ma so che ho iniziato a provarci, e qualcosa, lentamente dentro di me si è iniziato a smuovere… e adesso eccomi qua, cercando di dare un senso alle cose, davanti a quel famoso bivio di fronte al quale nella vita ci si trova spesso… dove andare? quale strada imboccare? ma io forse ho già deciso… ma c’è una curva, e allora ci vuole prudenza, bisogna calcolare bene come affrontarla, perchè dietro la curva non puoi mai sapere cosa c’è… allora calma, prudenza, pazienza… ma intanto ci siamo, e io aspetto solo di andare avanti… e mi sento sereno come mai prima d’ora… mi chiedo: si può essere sereni quando tutto è terribilmente sospeso? non lo so, ma è una sensazione bella… come belle sono tante sensazioni che sto provando in questi giorni… allora ci siamo, oppure no…  non lo so… sono ore di speranza per il mondo queste, dopo il trionfale ingresso di obama… anche per me queste sono ore di speranza… perchè oggi tutto a un senso diverso, profondo e pieno…

p.s. per chi, come al solito, non abbia capito niente di quello che ho scritto lascio questa vecchia, famosa e meravigliosa canzone…

E’ giunta mezzanotte
si spengono i rumori
si spegne anche l’insegna
di quel’ultimo caffè
le strade son deserte
deserte e silenzioe,
un’ultima carrozza
cigolando se ne và.

Il fiume scorre lento
frusciando sotto i ponti
la luna slende in cielo
dorme tutta la città
solo và un’uomo in frack.

Ha il cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo
la gardenia nell’occhiello
e sul candido gilet
un papillon,
un papillon di seta blu
s’avvicina lentamente
con incedere elegante
ha l’aspetto trasognato
malinconico ed assente
non si sa da dove vien
ne dove và
chi mai sarà
quel’uomo in frack.

buon nuite bonne nuite
buon nuite bonne nuite

Bouna notte
va dicendo ad ogni cosa
ai fanali illuminati
ad un gatto innamorato
che randagio se ne va.

(musica)

E’ giunta ormai l’aurora
si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco
tutta quanta la città
la luna s’è incantata
sorpresa ed impallidita
pian piano
scolorandosi nel cielo sparirà
sbadiglia una finestra
sul fiume silenzioso
e nella luce bianga
galleggiando se ne van
un cilindro
un fiore e un frack.

Galleggiando dolcemente
e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente
sotto i ponti verso il mare
verso il mare se ne và
chi mai sarà, chi mai sarà
quell’uomo in frack.

Adieu adieu adieu adieu
addio al mondo
ai ricordi del passato
ad un sogno mai sognato
ad un’attimo d’amore
che mai più ritornerà.

Lala la la lala la la…

(Domenico Modugno, Vecchio Frack)


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