oggi…

haring031

non scrivo da una vita… non ho scritto nemmeno dopo la laurea… ma oggi è una giornata troppo importante per farla passare via così… è passato un anno, e non me ne rendo ancora conto… un anno, da quel giorno pazzesco che ha sconvolto tutto… un anno in cui è successo veramente di tutto, in cui sono cambiato profondamente, in cui sono cresciuto molto… non dimenticherò mai quel giorno, in cui ho capito che era tempo di crescere, di superare gli ostacoli, di prendere la direzione giusta… non so quanto ci sia riuscito veramente, ma so che ho iniziato a provarci, e qualcosa, lentamente dentro di me si è iniziato a smuovere… e adesso eccomi qua, cercando di dare un senso alle cose, davanti a quel famoso bivio di fronte al quale nella vita ci si trova spesso… dove andare? quale strada imboccare? ma io forse ho già deciso… ma c’è una curva, e allora ci vuole prudenza, bisogna calcolare bene come affrontarla, perchè dietro la curva non puoi mai sapere cosa c’è… allora calma, prudenza, pazienza… ma intanto ci siamo, e io aspetto solo di andare avanti… e mi sento sereno come mai prima d’ora… mi chiedo: si può essere sereni quando tutto è terribilmente sospeso? non lo so, ma è una sensazione bella… come belle sono tante sensazioni che sto provando in questi giorni… allora ci siamo, oppure no…  non lo so… sono ore di speranza per il mondo queste, dopo il trionfale ingresso di obama… anche per me queste sono ore di speranza… perchè oggi tutto a un senso diverso, profondo e pieno…

p.s. per chi, come al solito, non abbia capito niente di quello che ho scritto lascio questa vecchia, famosa e meravigliosa canzone…

E’ giunta mezzanotte
si spengono i rumori
si spegne anche l’insegna
di quel’ultimo caffè
le strade son deserte
deserte e silenzioe,
un’ultima carrozza
cigolando se ne và.

Il fiume scorre lento
frusciando sotto i ponti
la luna slende in cielo
dorme tutta la città
solo và un’uomo in frack.

Ha il cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo
la gardenia nell’occhiello
e sul candido gilet
un papillon,
un papillon di seta blu
s’avvicina lentamente
con incedere elegante
ha l’aspetto trasognato
malinconico ed assente
non si sa da dove vien
ne dove và
chi mai sarà
quel’uomo in frack.

buon nuite bonne nuite
buon nuite bonne nuite

Bouna notte
va dicendo ad ogni cosa
ai fanali illuminati
ad un gatto innamorato
che randagio se ne va.

(musica)

E’ giunta ormai l’aurora
si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco
tutta quanta la città
la luna s’è incantata
sorpresa ed impallidita
pian piano
scolorandosi nel cielo sparirà
sbadiglia una finestra
sul fiume silenzioso
e nella luce bianga
galleggiando se ne van
un cilindro
un fiore e un frack.

Galleggiando dolcemente
e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente
sotto i ponti verso il mare
verso il mare se ne và
chi mai sarà, chi mai sarà
quell’uomo in frack.

Adieu adieu adieu adieu
addio al mondo
ai ricordi del passato
ad un sogno mai sognato
ad un’attimo d’amore
che mai più ritornerà.

Lala la la lala la la…

(Domenico Modugno, Vecchio Frack)

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