Archivio per ottobre 2009

…è un nodo di venti tra le foglie d’ulivo…

Sento i ricordi salire
dal cuore fino a dentro agli occhi
tra le linee della mia mano
un riflesso di specchi
al vapore di un sole di grano
sudore rassegnato
è un nodo di venti tra le foglie d’ulivo
è buona speranza tra le foglie d’ulivo
Eri respiro di terra scura
di luce che trema da sola
qui dove inizia il mio destino
dal primo giorno di scuola
proprio dove mi son perduto
proprio dove ti rincorrevo
è un nodo di venti tra le foglie d’ulivo
è buona speranza tra le foglie d’ulivo
E avevi l’odore di erba e di brina
di strade in salita e di corse, domenica mattina
oh gente per strada
venite a sentire le voci
di tutto il silenzio che cade
da queste croci
E la banda suonava
e in pieno sole tua madre
tua madre
è un nodo di venti tra le foglie d’ulivo
è buona speranza tra le foglie d’ulivo
E avevi l’odore di erba e di brina
di strade in salita e di corse, domenica mattina
oh gente per strada
venite a sentire le voci
di tutto il silenzio che cade
da queste croci
è un nodo di venti tra le foglie d’ulivo
è buona speranza tra le foglie d’ulivo

(Cristiano De Andrè, Buona speranza)

gli occhiali giusti…

inizio a scrivere senza sapere cosa scrivere… mi capita spesso, di mettermi qui davanti come mosso da un impulso irrefrenabile, da una necessità impellente… ma so che in realtà è il mio bisogno di libertà che  fa venire fuori le parole… parole… sono giorni che rifletto sul significato delle parole, io, da sempre affascinato dai parolai, io stesso stesso parolaio magico in un mondo fatto di parole finte, di parole vuote… mi chiedo come si faccia a riconoscerle le parole, quando tutto il resto è offuscato, nascosto, artefatto… e mi rendo conto che è solo questioni di occhiali… saper indossare gli occhiali giusti ti fa vedere le cose giuste, le cose vere… ed è difficile, perchè gli occhiali sono fragili, perchè le diottrie cambiano velocemente e tu devi essere in grado di capire che è arrivato il momento di cambiarli, di scegliere una nuova montatura, di trovare le lenti della giusta grazione… occhiali… è solo questione di occhiali… e oggi, forse per la prima volta in vita mia, mi rendo conto di aver acquistato gli occhiali giusti.. e devo dire grazie solo a te, che indossi i miei stessi occhiali, e che prima me li hai prestati e poi mi hai convinto a comprali… perchè oggi sono una persona migliore, perchè oggi sono qui con la mia vita in mano… perchè sono pronto, e sono pronto perchè tu mi hai aiutato a vestirmi, mi hai aiutato a trovare gli occhiali della giusta gradazione… e io sono qui e tu sei lì… e non so se mai leggerai tutto questo, ma non importa, perchè abbiamo e avremo sempre gli stessi occhiali, quelli che siamo scambiati, quelli che ci siamo donati… e perchè ci siamo promessi la felicità, e so che non verremo mai meno a questa promessa… ed è questa promessa che mi consola guardandoti andare via… è questa promessa che mi fa sorridere guardandoti andare via… e allora eccomi qui, a guardare la vita, a capirla, a inforcare gli occhiali magici, a prendere la cazzuola in mano e a ripartire, esattamente da dove sei arrivata tu…

e questo è solo per te… siamo partiti da qui… e tu sarai sempre, per sempre qui…

grazie… cadrà la neve, a breve…

Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza

ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora

penseresti all’odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa

al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell’esordio
ma tra la partenza e il traguardo

nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione

ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione

così come l’ultimo bicchiere l’ultima visione
un tramonto solitario l’inchino e poi il sipario
tra l’attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento

nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione

ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve

(Niccolò Fabi, Costruire)


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