Archive for the 'cose molto strane' Category

la luna rossa

luna_rossa

ieri sera (notte)… amabili (?) e amichevoli chiacchiere sul balcone… un leggero venticello che tira su un frescolino piacevole… sigarette a gogò… una birra… a un certo punto alzo lo sguardo dalla strada sottostante, lo rivolgo al mare scuro e stranamente calmo… una striscia rossa lo taglia quasi in due… alzo ancora leggermente lo sguardo… c’è una luna sottilissima e rossa, così rossa che ci ho messo un po’ a capire cosa fosse… sembrava quasi il sorriso del cielo…il cielo che ti sorride è un’esperienza importante… una rivelazione profonda… mi riporta indietro nel tempo, mi insegna(o forse più semplicemente mi conferma) che tutto quello che mi sta accadendo, tutte le fatiche di questi tempi, questa vita così strana in cui sono stato catapultato senza quasi rendermene conto, hanno un senso, una logica che aspetto di imparare a compredere… non ho fretta…

sensazione straordinaria di serenità, lo stato fondamentale per camminare verso la felicità… wow! ci sto!

fine delle trasmissioni…

turbamento e risveglio civile

Vivo in questi giorni, di personale felicità, un profondo turbamento interiore… la morte di Eluana e tutta la vergognosa caciara che l’ha accompagnata mi hanno lasciato dentro un profondo senso di sgomento… non voglio entrare qui nel merito di una questione così enorme e così privata, così dolorosa. Credo nessuno possa permettersi di esprimere giudizi, nessuno possa comprendere veramente cosa voglia dire per un padre, per una madre avere per diciassette anni una figlia accanto in quelle condizioni e sentirsi totalmente impotenti. E allora questo dovrebbe essere il momento del silenzio, della riflessione profonda e condivisa (alla quale ci ha richiamato giustamente il Presidente Napolitano), della preghiera, per chi si dice cristiano… e soprattutto sarebbe il momento di un silenzioso rispetto: per Eluana, per la sua famiglia, per la vita e per la morte. Ma io non riesco a chiudermi in questo silenzio. Lo squallore che la politica (o almeno una parte di essa) ha dimostrato in questa occasione mi provoca una rabbia profonda, un senso di ribellione, una voglia enorme di urlare che io non ci sto, che non mi sento rappresentato e non posso permettere alla classe politica, al governo, alla maggioranza parlamentare di infangare, calpestare, distruggere la dignità del mio Paese, il Paese che amo e che sono chiamato a costruire, a migliorare… sono sempre stato convinto di essere governato (in questo momento) da politici corrotti (e non mi riferisco alle tangenti), incapaci, irresponsabili, in molti casi (mi si permetta di dirlo) deficienti. Ma forse non pensavo che si potesse vomitare sulla propria coscienza fino a questo punto… non credevo fosse possibile utilizzare una tragedia così profonda a fini elettorali… questo è il momento di parteggiare, di prendere una parte, di darsi da fare… in ballo c’è la difesa delle mie libertà fondamentali, del fondamento del vivere comune, di quella Costituzione faticosamente messa insieme da chi la pensava diversamente, ma aveva a cuore il destino degli uomini e la loro Libertà. E’ necessario in questo momento risvegliare le coscienze… non voglio vivere in un Paese che fa del dolore un reality show, nel Paese delle ronde anti stranieri, in paese che manca di rispetto al suo Capo dello Stato (che ha dimostrato sempre più una straodinaria dignità e integrità personale), a tutte le sue Istituzioni e soprattutto alla sua Costituzione… l’elenco potrebbe essere lunghissimo… è veramente il momento di darsi da fare… lo penso da essere umano, da cittadino, da cristiano.
E in questo momento, da cristiano, mi chiedo anche  il perchè di una Chiesa tanto cieca e tanto sorda… il perchè di una Chiesa così incapace di comprendere l’uomo e l’umanità… il perchè di una Chiesa che non sempre sa vivere e annunciare Cristo secondo la logica del Vangelo. Chiedo davvero allo Spirito Santo di illuminarmi in questo momento di turbamento profondo, di darmi la fede, di darmi intelligenza…
lascio qui una preghiera di don Tonino… non so se c’entra, e chiedo scusa per il mio scrivere così confuso e forse un po’ banale…
Gesù Cristo Re, facci comprendere fino in fondo questa verità così grande che i nostri balbettamenti non sanno oggi percepire in tutta la sua interezza. facci capire che davvero tu solo sei il Santo, tu solo sei il Signore, tu solo l’Altissimo.
Facci capire che tutta la storia converge verso di te, tutto questo tumulto delle nazioni, tutto questo sospiro di poveri converge verso di te. Facci capire fino in fondo che queste alluvionalità delle spinte della storia convergono verso quest’unico letto del fiume che sei tu, Signore Gesù.
E allora forse sarà più facile, anche per noi, polarizzare tutta la nostra vita attorno a te.
(don Tonino Bello)

strano…

questa serata è molto strana… sapevo da un po’ che sarebbe arrivato questo momento, ma non sapevo cosa avrei provato… forse non lo so nemmeno adesso… e adesso sono qui, con i sensi di colpa per aver combinato tutto quel casino, con la fottutissima paura che quel cazzo di cellulare squilli da un momento all’altro, mentre vorrei essere in un altro posto, ma non ne ho il coraggio, mentre mi sento totalmente sballottato e un po’ sconvolto, con un groppo in gola che non scende, ma con l’ansia che sale… rivedo momenti, tappe della mia vita… ripenso a ieri, e come quello che sta succedendo adesso in quella stanza sia tanto legato a tutto quello che di bellissimo è successo ieri… sto male, ma non sono triste… non sto capendo bene cosa succede, ma riesco a capire che tutto sta in un incomprensibile disegno d’amore… e dentro questo disegno è passata anche la mia vita… chi legge farà fatica a capire, mi rendo conto… chi sa di cosa sto parlando forse ne farà ancora di più… non avrei mai creduto di fare un giorno questi discorsi… ma in questo momento sto capendo alcune cose che forse non avevo mai compreso pienamente… è come se nelle ultime quarantotto ore ci sia tutta la mia vita, quello che sono, quello che voglio essere… no so cosa dire, ma so che è così…

traversata

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avevo scritto qualche giorno fa che non avrei scritto per un po’… poi ho letto questa cosa e mi è venuta voglia di metterla qua sopra… e comunque chi mi conosce un po’ sa che non faccio mai quello che dico, per cui…

Nel tempo impervio della notte affrontò la traversata del tempestoso mare il mio Navigatore.

Nella bufera, rabbiosa, la vela gonfia di vento, lui viene spingendo la barca.

Nell’oscurità della notte oscura come pauroso e mortale veleno,

pare che il cielo infranto si inabissi nel mare: lui viene avanti scomparendo

nel seno d’onde alte e rabbiose senza pace e senza meta. Cosa progetta il mio Navigatore

per salpare di notte e in tempo ingrato? Spezzando gli elementi ostili a quale appuntamento tende il mio navigatore?

Stretto alla vela bianca nelle dense tenebre lui viene spingendo la barca.

verso quale approdo dirige il suo legno? Nessuno può decifrare nei suoi piani.

Perduto nel mare della notte per quale rotta sta venendo? Con l’occhio aperto nella notte

sopra una soglia sconosciuta, una lampada attende in preghiera.

Esalterà la disordinata e la farà sua compagna, il mio solitario Navigatore!

Nella notte tempestante come potrà raggiungere la meta

il mio Navigatore pellegrino? Ignoro con quale carico d’oro e di gioielli

lui venga spingendo la barca. No, lui non ha gioielli ed è privo di perle;

ma porta in mano soltanto la collana dell’amore.

In estasi cantando nell’oscurità della notte attraverserà l’oceano.

Nell’aurora che s’annuncia quale petto cingerà d’una collana il mio Navigatore?

Ai margini della strada sta colei che attende il mio Navigatore.

Per lei osò il viaggio a tutti segreto: lui viene spingendo la barca.

I capelli si scompigliano, gli occhi si inumidiscono, tra le fondamenta divelte sibila il vento.

La fiamma trema e si spegne al vento e alla pioggia ombre salgono nella casa.

Viene a chiamare per nome colei che è senza nome il mio Navigatore

Infinito tempo è trascorso da quando salpò il mio impazienete Navigatore.

L’aurora non è fiorita dalla notte e ancora lunga è l’attesa: lui viene spingendo la barca.

Nessuno saprà della sua venuta, non s’udranno nè squilli di tromba nè rulli di tamburo.

Camminerà solo nelle tenebre e riempirà la casa di luce. Al suo tocco amoroso la povertà sarà benedetta

e il suo corpo reso sacro. Nel silenzio ogni dubbio sarà scioltose  il Navigatore approda alla mia riva

(Rabindranath Tagore, da Balaka)


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