Archive for the 'deliri quotidiani' Category

gli occhiali giusti…

inizio a scrivere senza sapere cosa scrivere… mi capita spesso, di mettermi qui davanti come mosso da un impulso irrefrenabile, da una necessità impellente… ma so che in realtà è il mio bisogno di libertà che  fa venire fuori le parole… parole… sono giorni che rifletto sul significato delle parole, io, da sempre affascinato dai parolai, io stesso stesso parolaio magico in un mondo fatto di parole finte, di parole vuote… mi chiedo come si faccia a riconoscerle le parole, quando tutto il resto è offuscato, nascosto, artefatto… e mi rendo conto che è solo questioni di occhiali… saper indossare gli occhiali giusti ti fa vedere le cose giuste, le cose vere… ed è difficile, perchè gli occhiali sono fragili, perchè le diottrie cambiano velocemente e tu devi essere in grado di capire che è arrivato il momento di cambiarli, di scegliere una nuova montatura, di trovare le lenti della giusta grazione… occhiali… è solo questione di occhiali… e oggi, forse per la prima volta in vita mia, mi rendo conto di aver acquistato gli occhiali giusti.. e devo dire grazie solo a te, che indossi i miei stessi occhiali, e che prima me li hai prestati e poi mi hai convinto a comprali… perchè oggi sono una persona migliore, perchè oggi sono qui con la mia vita in mano… perchè sono pronto, e sono pronto perchè tu mi hai aiutato a vestirmi, mi hai aiutato a trovare gli occhiali della giusta gradazione… e io sono qui e tu sei lì… e non so se mai leggerai tutto questo, ma non importa, perchè abbiamo e avremo sempre gli stessi occhiali, quelli che siamo scambiati, quelli che ci siamo donati… e perchè ci siamo promessi la felicità, e so che non verremo mai meno a questa promessa… ed è questa promessa che mi consola guardandoti andare via… è questa promessa che mi fa sorridere guardandoti andare via… e allora eccomi qui, a guardare la vita, a capirla, a inforcare gli occhiali magici, a prendere la cazzuola in mano e a ripartire, esattamente da dove sei arrivata tu…

e questo è solo per te… siamo partiti da qui… e tu sarai sempre, per sempre qui…

grazie… cadrà la neve, a breve…

Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza

ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora

penseresti all’odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa

al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell’esordio
ma tra la partenza e il traguardo

nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione

ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione

così come l’ultimo bicchiere l’ultima visione
un tramonto solitario l’inchino e poi il sipario
tra l’attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento

nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione

ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve

(Niccolò Fabi, Costruire)

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stranamente…

in questo strano tempo, in cui la vita vera sembra irraggiungibile, e tu ti arrovelli, ti spacchi la testa peer capire cosa fare, chi vuoi essere, com’è davvero il mondo intorno a te… ma non capisci, o ci capisci poco di questo tempo precario che rende precari i sentimenti, gli affetti, le paure, i sogni e i desideri…

in questo strano luogo, in cui mi trovo a vivere per caso, in cui tutto sembra lontano anni luce, in cui spariscono i pensieri e ti ritrovi a vivere una realtà diversa, quasi virtuale… una sospensione dal tempo e dallo spazio, nella casa del reality show, in cui scegli chi eliminare e chi portare alla fine… già, alla fine, che si avvicina, purtroppo, per fortuna, o chissà…

in questa strana vita, strana per chi è fatto come me, per chi si sente un po’ diverso, per chi prova a vivere un po’ più dentro, per chi non si accontenta della prima fogliolina che trova per terra, ma scava, scava, e chissà quale radice si aspetta di trovare… per chi questa partita se la sta giocando, anche se non sembra, anche se è durissima ed è sotto di non so quanto goal, ma è determinato a vincere, a ribaltare il risultato e ad andare ad esulatare sotto la curva…

tutto strano, forse anch’io… mi prenderanno per pazzo, ma ascolto una vecchia canzone, la mia preferita, in cui tutto gira vorticosamente, ma alla fine c’è una parte della strada assolata ed illuminata, ed è lì che voglio stare, lo so per certo…

strano, tutto strano per quello che mi è successo ultimamente, che una settimana fa mi ha distrutto, e che non so più cos’è… e dov’è…

strano…

ritorno a me stesso

“[…] a questo punto tutto dipende dal fatto che l’uomo di ponga o no la domanda. Indubbiamente, quando questa domanda giungerà all’orecchio, a chiunque “il cuore tremerà” […]. Ma il congegno gli permette comunque di restare padrone anche di questa emozione del cuore. La voce, infatti, non giunge durante la tempesta che mette in pericolo la vita dell’uomo; è “la voce di un silenzio simile a un soffio”, ed è facile soffocarla. Finchè questo avviene, la vita dell’uomo la vita non può diventare cammino. Per quanto ampio sia il successo e il godimento di un uomo, per quanto vasto sia il suo potere e colossale la sua opera, la sua vita resta priva di un cammino finchè egli non affronta la voce. Adamo affronta la voce, riconosce di essere in trappola e confessa: “Mi sono nascosto”. Qui inizia il cammino dell’uomo, il sempre nuovo inizio del cammino umano.”

(Martin Buber, Il cammino dell’uomo)

Ieri notte non riuscivo ad addormentarmi e mi è capitato tra le mani questo librettino di nemmeno quaranta pagine (in cui Buber, tra i massimi esponenti della filosofia ebraica contemporea, cerca di descrivere l’uomo “come è veramente”), che già tante volte ha parlato alla mia vita, ed è una delle cose più belle che siano mai state scritte (secondo me, e anche secondo herman hesse:-D)… sono riuscito a leggere soltanto sette-otto pagine, prima che pensieri, desideri, inquietudini mi assalissero… inutile dire che mi sono addormentato ad un’orario indecente… guardo la mia vita e inizio fortemente a desiderare di ritornare a me stesso… inizio a sentire forte quella domanda, quel “dove sei?” che Dio rivolge ad Abramo e da cui nasce il cammino dell’uomo nella storia… inizio fortemente a desiderare di intraprendere quel cammino che mi porterà a vivere pienamente la mia vita… forse quel cammino è già iniziato, anche se in questo momento di appannamento non riesco bene a riconoscerlo… ma sento l’esigenza forte di ritornare a me, di guardare la mia vita e iniziarla a percorrerla veramente, autenticamente… di pensare a me stesso, bandando a stare bene sulla strada, che sarà anche condivisa da altre persone, ma che alla fine è sempre la mia… in questi giorni ho riflettuto tanto sul senso dell’attesa… su ciò che aspetto con ansia che accada, che arrivi sulla mia strada… mi sono chiesto se ne valga davvero la pena… l’unica risposta che so darmi è che non si può non aspettare ciò che si desidera veramente e che sai ti renderà felice… perchè la felicità è un dono che non ti viene regalato, ma che si conquista a senti stretti, con sudore e fatica… e io fatico, in questo strano tempo della mia vita… e se faticare vuol dire aspettare io aspetto, anche se ho paura che ciò che aspetti non arriverà… ma mi godo l’attesa, e soprattutto i sogni e le speranze che essa comporta… come quel filo attaccato al mio polso che strenuamente resiste da cinque mesi e non si spezza… si può anche apettare godot, ma l’importante è sapere dove si è, e dove si vuole andare…

chi non mi conosce e per sbaglio finirà su questa pagina penserà che ho dei problemi mentali gravi… chi mi conosce penserà che sono peggiorato… che mi conosce veramente capirà…

p.s. domenica inizia il mio tour estivo, per cui credo che non aggiornerò questo mio spazio per un po’… credo che la notizia farà piacere un po’ a tutti…

non sto per suicidarmi…

in questi giorni tante persone mi hanno fermato e mi hanno chiesto cosa avessi (dopo aver visto quello che scrivevo su facebook  – che sta iniziando un po’ a nausearmi)… devo sembrare veramente depresso… utilizzo allora questo mio spazio per smentire ufficialmente le volontà di suicidio che qualcuno mi ha attribuito… certo sono giorni difficili… a san benedetto era tutto un po’ più facile, in quello spazio e in quel tempo di sospensione dalla realtà, dove i problemi, i pensieri, le difficoltà della vita quotidiana sembrano distanti anni luce (perchè anni luce è distante la vita quotidiana)… ma sono sereno (anche se ultimamente ho iniziato a manifestare segnali cedimento)… sono sereno perchè in questo mese, così complicato (e anche doloroso) credo di essere cresciuto… perchè ho capito i miei errori… perchè ci sto credendo, sempre e nonostante tutto, e ci sto credendo con tutto me stesso, con tutto ciò che sono e che desidero essere… perchè credo che i doni che ti vengono fatti non si possono gettare via per fretta, e che bisogna lottare per essere felici… mi viene chiesto questo, oggi… mi viene chiesto di stare qui, così… tutto ha una sua logica, che forse non riesco a comprendere pienamente, ma che c’è, e, forse sto imparando almeno a riconoscere… non lo so cosa succederà… non lo so fino a quando ce la farò a resistere, non lo so fino a quando sarà giusto che lo faccia… ma vivo il mio oggi con serenità, con fiducia e con speranza… la speranza che è ciò che mi fa andare avanti… la speranza che si fonda sulla mia fede… la speranza che è attaccata al mio polso e che non si spezza, nonostante dovesse durare solo un giorno, e invece sono quattro mesi… sarà ancora dura… forse ancora di più… ma ho deciso di essere fedele alle mie scelte… e non solo per me…

tutto questo mi sta facendo sentire migliore di come mi sono sempre sentito… e allora eccomi qua, sulla mia strada, a camminare con il mio passo, e a vivere tutta la fatica del cammino… con la certezza però di chi sa dove vuole andare… con la certezza che dopo questa strada (stretta, tortuosa, buia…) ce ne sarà un’altra, magari più larga e un po’ più luminosa… una strada e un cammino più bello, per questa mia vita perennemente on the road…

fine delle trasmissioni…

26 giugno 2009

malinconia, tristezza felicità, attesa, serenità, angoscia, speranza, certezza, paura, sogno, stupore, serenità, gioia, distrazione, concentrazione… mille sensazione che si mescolano nella mia testa, nel mio cuore, nel mio corpo, difficilmente descrivibili, in questa folle giornata, che è un po’ la mia giornata campale, il mio d-day, il giorno di cui ho avuto una fottutissima paura per un sacco di tempo… questa giornata assurda in cui storie diverse della mia vita si mescolano producendo sensazioni e sentimenti non poi così  diverse, ma che mi danno il senso e la misura di ciò che sono e di ciò che voglio essere…

non c’è più niente da dire…

per l’ennesima volta…

Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza

ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora

penseresti all’odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa

al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell’esordio
ma tra la partenza e il traguardo

nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione

ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione

così come l’ultimo bicchiere l’ultima visione
un tramonto solitario l’inchino e poi il sipario
tra l’attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento

nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione

ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve

(Niccolò Fabi, Costruire)

voglio andare a vivere a spoon river…

…ho un groppo in gola che non scende e che non sale… sta lì, ad accompganre le mie giornate, come un fedele compagno di viaggio… è la misura della felicità, della serenità, della tristezza e della malinconia con cui mi trovo a convivere in questi giorni così strani e forse un po’ assurdi, in cui le emozioni si sommano e si sottraggono, producendo un risultato completamente  inaspettato, e quindi più bello (perchè dov’è la bellezza di una vita prevedibile?)… ed eccomi qua, con i miei sogni tra le mani, con lo sguardo scazzato e determinato, impaziente ed inquieto, a condividere la mia vita con chi mai avrei potuto pensare, mentre attendo sereno ciò che più desidero al mondo… scopro che la vita è questa, anche se qui tutto sembra così sospeso e irreale… è la fatica quotidiana di starci dentro,  è lavorare pazientemente, giorno dopo giorno per costruirsi la felicità… e io ci sto, e mi sento incredibilmente vivo! e voglio rimanerci su questa cavolo di strada, che mi complica la vita da morire ma che non abbandonerei per niente al mondo,  perchè è l’ho scelta io… e perchè è bella! I was going to stay right where I am, on the sunnyside of the street..

eccheccazzo!!!

no ho più paura di tornare a casa…voglio andare a vivere a spoon river…

ecco la mia mano, sono qui…

(non si capisce una mazza, lo so… meglio così!)

la luna rossa

luna_rossa

ieri sera (notte)… amabili (?) e amichevoli chiacchiere sul balcone… un leggero venticello che tira su un frescolino piacevole… sigarette a gogò… una birra… a un certo punto alzo lo sguardo dalla strada sottostante, lo rivolgo al mare scuro e stranamente calmo… una striscia rossa lo taglia quasi in due… alzo ancora leggermente lo sguardo… c’è una luna sottilissima e rossa, così rossa che ci ho messo un po’ a capire cosa fosse… sembrava quasi il sorriso del cielo…il cielo che ti sorride è un’esperienza importante… una rivelazione profonda… mi riporta indietro nel tempo, mi insegna(o forse più semplicemente mi conferma) che tutto quello che mi sta accadendo, tutte le fatiche di questi tempi, questa vita così strana in cui sono stato catapultato senza quasi rendermene conto, hanno un senso, una logica che aspetto di imparare a compredere… non ho fretta…

sensazione straordinaria di serenità, lo stato fondamentale per camminare verso la felicità… wow! ci sto!

fine delle trasmissioni…


settembre: 2017
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